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LE SUOLE CONSUMATE DELLA VITA

Le suole consumate della vita

m’hanno condotto in un giardino spoglio

con fiori a capo chino erbe, sterpaglie
e muti gorgheggiar d’ali arlecchine.

In fondo, dietro l’edera ingiallita
c’è un segno nero inciso contro il muro
che come per incanto prende forma
e m’apre tutto a un tratto all’infinito.
All’infinito spazio e al buio tempo,
dentro una luce, a un urlo, a un canto e a un pianto.

Alessandria, 3 marzo 2013
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)