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I Calciatori dell’Alessandria Calcio: Gino Armano

Gino Armano, la prima ala tornante italiana: dalla lite con “Veleno” Lorenzi ai due scudetti con l’Inter

Un’altro grande prodotto locale che ha fatto strada nel calcio italiano è stato Gino Armano. Nel 1948 Ginetto, come tutti avevano finito per chiamarlo, fu acquistato dall’Inter, diventando in poco tempo uno dei più grandi giocatori della storia nerazzurra: con il club milanese disputò ben 255 partite in serie A e realizzò 73 reti, formando con Stefano Nyers, Benito Lorenzi e Lennart Skoglund un reparto offensivo spesso micidiale. Ai tempi dei successi interisti, l’ex “fanciot” del Savoia e dell’Alessandria passò alla storia per il suo infaticabile ruolo di spola tra difesa e attacco, la famosa “ala tornante”, nell’ambito del sistema di gioco prudente e di marca difensivistica, “chiavistello” o “catenaccio”, impostato dal tecnico Alfredo Foni. Anche se non ebbe l’opportunità di giocare né la Coppa Italia né le Coppe europee, egli riuscì ad aggiudicarsi due scudetti consecutivi nelle stagioni 1952-‘53 e 1953-‘54. Amatissimo dai suoi tifosi, nell’estate 1956 fu ingaggiato dal Torino, con cui rimase tre stagioni (l’ultima conclusa con la retrocessione in serie B) segnando 25 reti in 89 partite di campionato. Annunciò il suo ritiro dal calcio giocato all’inizio della stagione 1960; entrò poi nello staff dell’Alessandria come direttore tecnico, allenando la prima squadra nella stagione 1965-‘66. Nonostante più di 400 presenze e più di 100 realizzazioni nella massima serie non ebbe mai la soddisfazione di vestire la maglia della Nazionale italiana, poiché chiuso dallo juventino Muccinelli. Fra gli altri “centenari del gol” solo Lorenzo Bettini, Pietro Paolo Virdis e Nicola Amoruso non hanno mai giocato nella Nazionale maggiore, mentre tutti gli altri calciatori italiani con almeno 400 presenze in serie A possono vantare almeno una presenza in azzurro. Con “Veleno” Lorenzi divenne amico fraterno, tanto che il buon Benito è stato il padrino di battesimo di suo figlio Antonio. Ma all’inizio la convivenza dei due fu complicata. Lorenzi considerava Armano semplicemente un provincialotto, proprio perché proveniva da Alessandria, ed allora alla domenica faceva apposta a non calibrare i propri passaggi in maniera tale che Ginetto finiva per arrivare sempre in ritardo sul pallone. Una domenica, dopo l’ennesima figuraccia, per di più consumatasi davanti al pubblico amico di San Siro, la “Scala del calcio”, tra il primo ed il secondo tempo Armano prese a cazzotti Lorenzi. Fu il chiarimento. Da allora divennero una coppia inossidabile.

Mario Pietruzzi, Gigi Cassano e Ginetto Armano. La colonia di Litta Parodi nell’Alessandria.
Mario Pietruzzi, Gigi Cassano e Ginetto Armano. La colonia di Litta Parodi nell’Alessandria.