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I Calciatori dell’Alessandria Calcio: Gigi Cassano

Gigi Cassano, il “Cavaliere”, da allievo di Baloncieri a campione d’Italia nel Grande Torino: una via di Litta Parodi dedicata alla sua memoria

Ginetto Armano (a sinistra) e l’ex Luigi Cassano ora con la maglia della Lazio.
Ginetto Armano (a sinistra) e l’ex Luigi Cassano ora con la maglia della Lazio.

Gigi Cassano è la mitica leggenda di Litta Parodi. Per tutto il calcio italiano era “il Cavaliere”. Iniziò a giocare anche lui nel Savoia fin da piccolo e si affermò definitivamente nella squadra Under 17. Nel 1937, sotto l’egida di Baloncieri, passò nelle giovanili dell’U.S. Milanese: iniziò così la folgorante ascesa del “Cavaliere”. Dopo tre anni al Napoli si trasferì a Torino dove vinse il primo scudetto dei cinque conquistati dal Grande Torino nella stagione (1942-‘43). Nel dopoguerra giocò con l’Alessandria, con cui vinse il campionato di serie B 1945-46. Morì durante il periodo di militanza alla Sampdoria, per un attacco di tifo che fece seguito a un’ infezione da cozze avariate ingerite durante la trasferta di Bari (11 gennaio 1948), sua ultima partita. Aveva 27 anni. Autentico figlio della terra mandrogna, di Cassano si ricorda un episodio che la dice lunga: giunto allo stadio “Moccagatta” per la partita domenicale dei Grigi, negli spogliatoi si accorse di aver perso il portafogli. Mancava un’ora all’inizio delle ostilità e lui cosa fece? Tornò indietro a cercarlo e lo trovò. Poi scese regolarmente in campo. L’autentica passione di un cultore della storia di Litta Parodi, Natalino Ferrari, autore tra l’altro del volume “Terra di campioni”, negli anni Novanta ha riportato in vita il Savoia F.b.c., che oggi milita nei campionati dilettantistici regionali. Ma il supersportivo Ferrari sogna per il suo sobborgo una sorta di museo locale del football. Nel 2005, su proposta dell’allora consigliere della Circoscrizione “Fraschetta” Pier Renzo Bocchio, il Comune di Alessandria ha dedicato una via di Litta Parodi proprio al grande campione Gigi Cassano, provvedendo altresì ad apporre una targa che ricorda alle giovani generazioni le sue gesta sportive, pagine di autentico valore che dovranno mai essere dimenticate.