14/09/2016 – Campionato di Lega Pro – Alessandria – Arezzo 1-0 (Fischnaller)

 

 

Alessandria: squadra flessibile e vincente nella partita in cui resuscita Fischnaller

di Andrea Guenna

dal Mocca di Alessandria (Alessandria 1 – Arezzo 0) Gimmy Barco – Il turno infrasettimanale della Legapro propone stasera al Mocca una squadra toscana accreditata del secondo livello, subito alle spalle delle tre favorite d’obbligo. E, da quel che abbiamo potuto vedere in campo, le valutazioni della vigilia sono giuste. Ma la vera sorpresa della partita ce la fa Braglia con un ardito turn over mandando in campo ben sette giocatori diversi rispetto alla vittoriosa trasferta di Lucca di tre giorni fa. Il motto “squadra che vince non si tocca” per l’esperto mister maremmano quindi è ormai obsoleto mentre è ben presente fra gli occupanti dalla tribuna stampa i quali, me compreso, leggono la distinta di giornata. E già che ci siamo Braglia, per l’occasione, cambia pure modulo, optando per un inedito 4-3-3 muscolare e robusto. Davanti a Vannucchi giostrano quindi Sosa, Gozzi, Piccolo e Barlocco; in mezzo il redivivo Nicco, Cazzola e Branca, mentre la prima linea è formata da Sestu, Marconi e Fischnaller.

Mentre sugli spalti siamo pronti a vedere in campo due omini vestiti di bianco incaricati di prelevare il nostro mister dalla panchina per  trasferirlo alla “neurodeliri”, comincia la partita contro gli aretini. Le consuete fasi di studio durano fino a metà primo tempo (Sottili mi confesserà poi fuori dalla sala stampa di averci messo un bel po’ a riprendersi dallo scherzo che gli ha propinato per l’occasione il suo omologo mandrogno) almeno fino a quando il giovane ed interessante esterno Yamga (scuola Chievo, meditate) crossa in area e Arcidiacono stenta a trovare la deviazione vincente (27’ pt), poi ribadita da Foglio un minuto dopo. Alla mezzora è il totem Moscardelli a farsi parare da Vannucchi la palla buona dopo un errore in uscita dei Grigi. Il momento migliore dei toscani si materializza al 37’ pt ancora con Arcidiacono che impegna il nostro estremo difensore in una paratona che replica sul successivo tentativo del barbuto centravanti dei toscani.
Il primo a lasciare la contesa è Sestu, ancora lontano dalla condizione ottimale, a favore di Iocolano (6’ st), sette minuti dopo è la volta di Branca che fa posto a Gonzalez, e qui il 4-3-3 grigio lascia il posto al 4-2-3-1,
quindi allo stesso modulo applicato dagli ospiti fin dall’inizio. Siamo arrivati nel frattempo al 19’ st: Fishnaller ruba palla con destrezza sulla trequarti, mette in moto Gonzalez il quale vola in verticale in area ospite e serve un assist al bacio al tognino in area piccola solo da sospingere in rete. Gol. Adesso non ci sono disperazione o cambi che tengono da parte di Sottili: la partita finisce qui, con l’Alessandria che si permette di tenere in campo quattro giocatori spudoratamente d’attacco e che, senza rischiare nulla alle spalle, spreca due buone opportunità con Bocalon (26’ e 44’ st).
Nel frattempo i due infermieri mandati a prelevare Braglia hanno finito per godersi la partita e al manicomio non ci deve andare il mister, come pensavo ad inizio partita, ma qualcuno di noi fra tifosi e giornalisti. Nel frattempo sono felice di essere sorpreso, erano anni che non mi succedeva, dalle intuizioni di un allenatore per il quale la fantasia, così pensavo, fosse un optional: evviva gli allenatori maturi e lasciamo certi maestrini a far danni sulle panchine altrui.

IL TABELLINO
Alessandria: Vannucchi, Cazzola, Nicco, Marconi (dal 67’ Bocalon), Fischnaller, Piccolo, Sestu (dal 51’ Iocolano), Sosa (C), Barlocco, Gozzi, Branca (dal 58’ Gonzalez). A disposizione: La Gorga, Celjak, Manfrin, Mezavilla, Cottarelli, Fissore. All. Piero Braglia.
Arezzo: Benassi, Sabatino, Milesi, Foglia, Moscardelli (C), Grossi (dal 78’ De Feudis), Luciani, Yamga, Sirri, Rosseti (dal 68’ Polidori, Arcidiacono (dal 74’ Erpen). A disposizione: Borra, Muscat, Solini, Masciangelo, Corradi, Demba Pape, D’Ursi, Ba, Bearzotti. All. Stefano Sottili.
Arbitro: Antonio Giua di Olbia
Guardalinee: Antonio Vono di Soverato e Maurizio Cartaino di Pavia
Gol: 64’ Fischnaller (AL)
Ammoniti: 34′ Luciani (AR), 56′ Nicco (AL), 59′ Rosseti (AR)
Corner: 7-6

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LE PAGELLE
Vannucchi 7 – Impeccabile e decisivo in almeno due occasioni
Sosa 6 – Presidia la fascia destra con mestiere e tempestività e non chiedetevi se spinge poco perché con questo modulo sono altri e tanti i giocatori che devono far gioco.
Barlocco 5,5 – Imbarazzante nel primo tempo si riprende quando gli avversari calano il ritmo
Gozzi 7,5 – Perfetto. Dotato di una capacità di lettura della palla in arrivo e delle giocate degli avversari mirabile.
Piccolo 6 – Fa il suo con mestiere e tempismo, talvolta troppo sia dell’uno che dell’altro visto le sue terga appoggiate sul prato del Mocca qualche volta e qualche secondo più del lecito.
Sestu 5,5 – Gioca un tempo dignitosamente, qualche rifrullo dei suoi comincia a vedersi ma è ancora lontano da una forma accettabile.
Iocolano (dal 6’ st) 6,5 – Subentrante di lusso lavora come un fabbro senza risparmio e trova pure l’assist giusto. Da riferimento.
Marconi 5 – Sarebbe la sua occasione ma il poco gioco d’attacco del primo tempo non aiuta e lui non aiuta il gioco.
Bocalon (dal 22’t) 5 – Entra nel momento più comodo ma non regge palla, aiuta poco l’azione difensiva e non è lucido nelle due occasioni che gli si parano davanti.
Nicco 6 – All’esordio in campionato occupa un ruolo a lui congeniale. Arruffone, utile e generoso.
Cazzola 6,5 – Centrocampista di lotta e di governo, giocatore vero.
Branca 5,5 – Gioca un’oretta nel ruolo e nel modulo preferito. Fuori dagli alibi quindi non incanta e non incide come le sue qualità tecniche suggerirebbero.
Gonzalez (dal 13’ st) 7 – Entra e spacca la partita con un’accelerazione brutale che apre la difesa avversaria come una pesca da vigna e concede un assist sublime a Fischnaller mandandolo a siglare il più facile dei gol.
Fishnaller  6,5 – Dopo due mesi difficili gli viene data l’occasione giusta. Gioca un primo tempo alle soglie dell’insufficienza, dopo il gol sembra rinato.

Braglia: “Ho cambiato molto, anche per dimostrare che i 21 in rosa sono tutti titolari alla pari. Il calcio è bello quando si fa risultato” 

Alessandria | 14/09/2016 — Nella vita, come nel calcio, bisogna saper osare. Piero Braglia lo sa. E lo fa. Cambiando sette undicesimi della squadra rispetto a Lucca. Certo, perché tre gare in otto giorni sono tante e non si possono spremere i giocatori, ma dosarli bene. Anche perché l’Arezzo è squadra aggressiva, e organizzata, e serviva essere anche più fisici e più muscolari. “Soprattutto perché è importante ribadire, con i fatti, che questo è un gruppo con 21 elementi e tutti sono titolari. Tutti sono importanti. Risultato a parte, che conta e ci fa piacere, credo, soprattutto che abbiamo detto a tutti, a noi stessi e alla nostra gente, che chiunque giochi l’Alessandria non cambia. Ha interpreti che si equivalgono: noi già lo sapevamo, adesso ne siamo più convinti. E penso che lo stesso possano dire i nostri tifosi”. Un turn over nel segno della continuità al vertice. A volta anche con qualche rinuncia allo spettacolo, ma Braglia, che oltre a conoscere la categoria, è anche molto pragmatico, ci tiene a sottolineare che “il calcio è bello quando si fa risultato. Ne ho viste di squadre, e qualcuna l’ha anche allenata, che gmagari davano sempre spettacolo, m senza riuscire a centrare l’obiettivo. Bisogna, anzitutto, saper stare in campo, molto attenti, molto organizzati e molto ordinati: questo ci è riuscito anche contro l’Arezzo e a tutti i ragazzi devono fare i complimenti e ringraziarli, perché sono tutti molto bravi”. Un cambio obbligato comunque, quello di Marras: per lui distorsione alla caviglia destra, “farà una risonanza e sapremo meglio entità del problema e tempi di recupero. Senz’altro out per questa settimana”. Il cambio di Sestu perché non ha ancora 90′ nelle gambe? “Ha un tempo, per ora non di più. Sta recuperando, ma per chi, come lui, ha saltato la preparazione i tempi sono diversi. Anche se è entrato bene”. Finalmente Fischnaller. Tasformato dal gol? “Ha segnato, ha fatto alcune eccellenti giocate. Fa anche lui parte, essenziale, di questa rosa di eccellenza assoluta”

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