LO SAPEVATE CHE……il calcio balilla o biliardino in Italia è nato ad Alessandria?

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La storia del calcio balilla                                                                                                                             Ricostruire il percorso storico del calciobalilla o biliardino che a dir si voglia è tutt’altro che semplice, le fonti sono contraddittorie, spesso di dubbia provenienza. Il calciobalilla sembra sia stato inventato in Germania da Broto Wachter tra gli anni ’20 e ’30. Secondo l’importatore di calciobalilla, nonché storico del settore, l’americano Bud Wachter l’idea originale nasce in Germania nel tentativo di trasporre il gioco del calcio in un gioco da tavolo ispirato ad esso. L’idea prende forma nei bar e club nei quali si riunivano per festeggiare le vittorie o a bere (per dimenticare!) sulle sconfitte delle numerose squadre di calcio locali… I tavoli da gioco furono costruiti con cassoni artigianali in legno con il piano da gioco in compensato, aste in legno con gli omini o ometti realizzati anch’essi con blocchi di legno, le porte tagliate alle due testate e chiuse da buche di panno per raccogliere le palline, il tutto montato su rudimentali gambe… dunque tanto entusiasmo e parecchia fantasia da parte dei falegnami per supplire alle carenze tecnologiche dell’epoca! In Italia è noto che i primi esemplari del gioco sono ideati nel 1936 da un artigiano di Poggibonsi, che però si limitò a delle prove. Al termine della seconda guerra mondiale rudimentali calciobalilla furono utilizzati, con ottimi risultati, per la riabilitazione psicomotoria dei reduci di guerra, da qui sembra nascere la dizione calciobalilla. Tuttavia bisogna aspettare oltre dieci anni perché una vera e propria produzione cominci, l’impulso arriva dalla Francia dove, nel 1947, un geniale marsigliese, Marcel Zosso, crea e diffonde i primi calciobalilla, chiamati sportfoot che riscuotono un immediato successo soprattutto nel sud del paese. Nel 1949 Zosso decide di importare lo sportfoot in Italia e sceglie Alessandria come sede, vi arriva in treno, in una tarda sera del dicembre 1949, Zosso cerca i fornitori e li trova soprattutto tra i fabbricanti di casse da morto! Il lavoro materiale è affidato ai detenuti del carcere di Alessandria. La Famiglia Garlando è pronta ad accogliere la novità e inizia la produzione dei calciobalilla e nel gennaio 1950 è pronto il primo sportfoot ovvero il pionieristico calciobalilla alessandrino! Dal 1951 al 1954 ad Alessandria si costruiscono circa 12.000 calciobalilla di cui 6.000 sono venduti e 6.000 noleggiati. Nel 1950 il calciobalilla (o biliardino, calcino, calcetto, il nome pretende le sue varianti semiufficiali) si diffonde per tutta la Penisola. Tanto che quattro anni dopo la Questura di Roma lo proibisce nella Capitale, perché le famiglie sono preoccupate: i figli non studiano, e passano le serate nei bar e nelle bische. Mezzo secolo dopo, nell’era dei videogiochi più sofisticati e dopo aver resistito anche all’assalto del Subbuteo, la mania non tramonta e la storia continua.
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