ALESSANDRIA – La storia, il territorio, i suoi monumenti

alessandria-municipio-comune

ALESSANDRIA

« Alessandria non è stata fondata da un giorno all’altro come vuole la leggenda. È stata una impresa collettiva, lenta, faticosa, risultato di collaborazione da parte di genti diverse. »
(Umberto Eco da …La cittadella da riciclare, in AA.VV., Alessandria è una comoda poltrona: ti siedi e ti addormenti?!, pag.9)

Map_of_comune_of_Alessandria

Alessandria (Lissandria in piemontese, Lisòndria in dialetto alessandrino) è un comune italiano di circa 100.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. ⁃ È il terzo comune della regione per popolazione e il primo per superficie. La città è collocata al centro del triangoloTorino-Milano-Genova, costituendo quindi un nodo di interscambio importantissimo per le tre città e per le regioni di cui queste fanno parte.

 alessandria_fortezza

TERRITORIO

Sorge nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, la città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario con scalo di smistamento di testa, situato nel sud-ovest della stazione viaggiatori. È servita dall’autostrada A21 e dall’autostrada A26. È una città caratterizzata da lunghi e ampi viali a più corsie e da grandi ed ariose piazze.

Il fiume Tanaro
Il fiume Tanaro

Il territorio su cui sorge la città presenta numerose tracce di un antico passato. Reperti archeologici del periodo neolitico, risalenti al V e al III millennio a.C. riportano tracce dell’occupazione del suolo già dopo l’ultima glaciazione. Sono frequenti anche i rimandi alla vicina etnia ligure degli Statelli. Durante il III secolo a.C. vi furono i primi contatti con la cultura latina e, nel frattempo, con i celti ed i galli. L’avvento romano segnò un netto mutamento sia sul territorio che sulle abitudini di vita: vennero creati gli insediamenti di Dertona (Tortona), Libarna, Forum Fulvii (Villa del Foro), Marengo. L’avvento del Cristianesimo porterà con sé il culto dei santi Dalmazzo e Siro.

 alessandria-panorama

CLIMA

Alessandria è caratterizzata da un clima tipicamente padano, con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde ed afose. Le piogge non sono molto abbondanti (circa 600 mm), e cadono prevalentemente in autunno ed in primavera. Alessandria ha un clima più continentale rispetto al resto del Piemonte. Gli inverni, a causa del maggior numero di giorni nebbiosi, tendono ed essere più rigidi (media di +0,4 gradi a gennaio), mentre le estati sono afose ma molto più soleggiate e secche: il mese più caldo, luglio, ha una temperatura media di +24 gradi ed è anche il più siccitoso, con 32 mm di pioggia spesso concentrati in uno o due temporali (al culmine dell’estate le perturbazioni atlantiche tendono a scorrere molto più a nord).

EPOCA ROMANA
Non è dato sapere il momento esatto in cui venne dedotta la provincia romana, ma tra la fine del III secolo a.C. e l’inizio del II secolo a.C. ebbe luogo la conquista romana della Gallia Cisalpina. Il mondo latino creò occasioni di crescita civile, economica e culturale, e di mescolanza con altre etnie. I commerci si svilupparono attorno alle strade romane e lungo i due fiumi principali del territorio: Tanaro e Bormida. La presenza romana mutò notevolmente nei secoli l’impianto socio-economico del territorio. La creazione, ad esempio, dei servi della gleba – voluta da Diocleziano – diede propulsione allo sviluppo di quei territori del Piemonte meridionale che rimasero a lungo più isolati. In epoca romana vide un importante sviluppo il centro abitato di Villa del Foro (Forum Fulvii) che divenne un importante castrum.
ALESSANDRIA – Villa del Foro : Sito preistorico e città romana di “Forum Fulvii”
ALESSANDRIA – Villa del Foro : Sito preistorico e città romana di “Forum Fulvii”
DECLINO DELL’IMPERO ROMANO
Nel 568, con l’invasione dei Longobardi e la creazione dei primi ducati e dei loro vassalli, venne definitivamente meno l’ordinamento amministrativo di Roma. A dispetto della situazione le popolazioni mantennero le usanze e il grado di civiltà ormai maturato.
VERSO LA FONDAZIONE

Tra il 700 e l’anno 1000 il territorio che vide nascere la città di Alessandria si presentava ancora scarsamente abitato, ad eccezione di alcune curtes regiæ che ricalcavano gli insediamenti più antichi: Villa del Foro, come già si è scritto, Rovereto (Castrum Roboreti), Bergoglio (o Bergolium, o Borgoglio), Marengo e Gamondio. A questi si aggiungevano centri autonomi come Solero, Quargnento e Felizzano. La struttura amministrativa e politica dell’epoca non permise un significativo sviluppo culturale e sociale degli abitanti che però mantennero gli scambi commerciali con i vicini centri abitati accrescendo esperienza e ricchezza. i centri abitati citati si formarono e crebbero ulteriormente fino poi a creare quella che verrà fondata e chiamata Alessandria.

È importante sottolineare che, di fatto, Alessandria esisteva già ancor prima della sua fondazione formale. I vari centri abitati dell’agro avevano già avviato numerose relazioni con i territori confinanti: acquisto di terreni, alleanze e accordi come il patto militare e commerciale che il comune di Gamondio strinse con la Repubblica di Genova nel 1146. Nello stesso periodo, e forse anche antecedente, vennero anche edificate alcune chiese tra le quali – la più importante – quella di Santa Maria di Castello nel cuore del borgo Rovereto. Già agli albori della sua nascita, Alessandria favorì della strategica posizione alla confluenza tra Tanaro e Bormida.

Immagine allegorica della città di Alessandria (secolo XIV)
Immagine allegorica della città di Alessandria (secolo XIV)

FONDAZIONE

La città nacque nella seconda metà del XII secolo con il toponimo di Civitas Nova su un nucleo urbano già esistente costituito dai già citati borghi di Rovereto, Bergoglio, Marengo, e Gamondio – questi ultimi due allora appartenenti all’agro tortonese – con l’aiuto dei feudi vicini di Solero, Villa del Foro, Oviglio e Quargnento, che intendevano ribellarsi agli Aleramici, allora signori del Monferrato.
Nata dall’unione dei borghi Rovereto, Borgoglio, Marengo e Gamondio, che si allearono per contrastare l’avanzata del marchese del Monferrato, Guglielmo il Vecchio.
La città fu fondata ufficialmente nel 1168 e in quell’anno assunse il nome attuale in onore di Papa Alessandro III, il papa che si era sempre opposto alle mire egemoniche di Federico Barbarossa, in seguito poi scomunicato, e che promulgò in quel periodo le azioni contro il Sacro Romano Impero. Il 29 ottobre 1174 Alessandria subì un attacco delle forze imperiali che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti e che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì Santo, con la resa degli uomini del Barbarossa. Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell’Impero, la città assunse il nome di Cesarea, mantenendolo però per un breve periodo. Nel 1198 divenne Libero comune.

In questo le popolazioni furono supportate dai comuni della Lega Lombarda, in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato del Barbarossa.

07_Gagliaudo_e_Barbarossa

L’ASSEDIO DI FEDERICO BARBAROSSA

Il 29 ottobre 1174 Alessandria, che allora contava circa 8.000 abitanti, subì un attacco delle forze imperiali che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175, Venerdì Santo, con la resa degli uomini del Barbarossa, attaccati e colti impreparati dagli alessandrini mentre erano intenti a scavare un tunnel per fare irruzione all’interno della città; una tradizione vuole invece, che a salvare la città fosse stato uno stratagemma ideato dall’anziano Gagliaudo Aulari.

Nel 1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell’Impero, la città assunse il nome di Cesarea mantenendolo però per un breve periodo. Nel 1198 divenne libero comune.

Fu intorno al 1220 che Francesco d’Assisi, diretto in Francia, si fermò nei pressi di Alessandria dove ammaestrò una lupa che terrorizzava la popolazione: un bassorilievo che ritrae questo episodio è conservato ancora oggi all’interno della Cattedrale.

Dopo numerose invasioni barbariche (Visigoti ed Ostrogoti), e longobardiche, l’assetto territoriale e la cultura subirono notevoli cambiamenti; l’economia agricola crebbe a discapito di quella cittadina, trasformando la zona in insediamento a carattere prevalentemente rurale. Nell’VIII secolo visse san Baudolino, che in seguito divenne patrono della città. A quell’epoca la struttura cittadina non era ancora stata definita: esistevano vari borghi distinti (Marengo, Rovereto, Bergoglio, Gamondio), ognuno con la sua identità. Rovereto, in particolare, aveva all’interno delle sue mura un castello di cui si trova traccia negli antichi documenti. Solo nel XII secolo, e precisamente nel 1168, per volontà di papa Alessandro III (da cui il nome) i borghi vennero uniti per creare un baluardo contro le mire espansionistiche del marchese del Monferrato, e per creare una difesa degli interessi commerciali verso la Liguria. Alessandria viene duramente assediata da Federico Barbarossa; durante questo periodo nacque la leggenda di Gagliaudo che, con la sua astuzia, riuscì a salvare la città dall’assedio. Più tardi, tuttavia, il Barbarossa riuscì nel suo intento.

Immagine degli amministratori del Comune di Alessandria (1290)
Immagine degli amministratori del Comune di Alessandria (1290)

MEDIOEVO

Nel Medioevo Alessandria per oltre due secoli mantenne la condizione di libero comune entrando in conflitto con le vicine Casale, che era ancora parte del Marchesato del Monferrato, con Asti e con Pavia, le quali temevano una sua possibile espansione. La città, conosciuta allora con il nome di Alessandria della palude, passò in seguito sotto la protezione dei Visconti e successivamente sotto il Ducato di Milano. Fu probabilmente sul principio del XIII secolo che si stabilirono nella città i giudei, dove vi fondarono con l’andare del tempo una sinagoga.
Durante l’epoca dei comuni l’economia cittadina diventa sempre più fiorente, grazie anche alla sua posizione geografica strategica, tra la pianura Padana e la Liguria. Nel frattempo nel borgo Rovereto cresce l’importanza del convento di Santa Maria di Castello. Le mire espansionistiche portarono ben presto la città in lotta contro i centri vicini (in particolare Casale). Dopo il dominio visconteo passò agli Sforza (1450) e poi sotto l’impero di Carlo V; subì poi la dominazione spagnola durante la quale numerose carestie ed epidemie di peste decimarono la popolazione.

La fortezza, separata dalla città dal fiume Tanaro, è una delle strutture medievali più belle d'Europa.
Cittadella di Alessandria. La fortezza, separata dalla città dal fiume Tanaro, è una delle strutture medievali più belle d’Europa.

Alessandria era ottimamente fortificata: per i suoi tetti e per le sue robuste mura, costruiti con semplice paglia e fango, fu a lungo conosciuta nel Nord-Italia come Alessandria della Paglia. Tale affermazione è, in realtà contestata. Sembra infatti che la denominazione Alessandria della Paglia derivi semplicemente da una incomprensione grafica. Negli scritti del Barbarossa, Alessandria veniva infatti definita con spregio Alexandria de palea e cioè Alessandria della palude. Da qui l’errore del termine palea italianizzato in paglia. Finì poi per allearsi con Vercelli e soprattutto, con Milano, alla quale legò nei secoli successivi le sue sorti. Nel 1215 le tre città attaccarono e distrussero Casale.

Anche Alessandria, città tradizionalmente militare, conobbe il Monachesimo: ebbe particolare rilevanza il Movimento degli Umiliati, Ordine riconosciuto proprio da Papa Alessandro III, che introdusse in città nuove tecniche per la lavorazione dei tessuti e in particolare, della lana.

Nel 1316 le famiglie guelfe e ghibelline, preoccupate dalle continue lotte contro il Monferrato ed Asti, scelsero di mettere la città sotto la protezione dei Visconti che, nel 1348 la inglobarono tra i propri territori.
Successivamente Alessandria appoggiò i Visconti nella guerra contro la Francia ed entrò a far parte del Ducato di Milano sotto il dominio di Gian Galeazzo.
Alla morte di quest’ultimo nel 1402, il Ducato fu attaccato dai casalesi di Facino Cane che conquistò dunque Alessandria nel 1404. La città e il Ducato comunque ritornarono ai Visconti quando la vedova di quest’ultimo, Beatrice di Tenda, sposò Filippo Maria.

Tram elettrico e carrozze a noleggio in attesa di passeggeri in piazza Vittorio Emanuele II (ora piazza della Libertà). Alessandria
Tram elettrico e carrozze a noleggio in attesa di passeggeri in piazza Vittorio Emanuele II (ora piazza della Libertà). Alessandria

ALESSANDRIA SOTTO IL DUCATO DI MILANO

Successivamente la città seguì le sorti del Ducato di Milano, passando agli Sforza a metà del XV secolo; in questo periodo cadde dapprima più volte vittima delle invasioni dei francesi e dal 1535 cadde sotto il dominio spagnolo e vi rimase per tutto il XVII secolo, diventando un importante nodo commerciale tra Genova e la Lombardia.

Nel 1707 fu conquistata dal Principe Eugenio, finendo così, dopo i trattati di Utrecht del 1713, nelle mani di Savoia, sotto il Piemonte: Vittorio Amedeo II, considerata la posizione strategica della città, ne riorganizzò la vita politica, istituendo il ruolo del Governatore, e le strutture militari, per aggiornarle agli ultimi sviluppi della fortificazione alla moderna, costruendovi una enorme Cittadella che causò l’abbandono e la distruzione di un intero sobborgo della città, Bergolium (Borgoglio). In questo periodo il numero dei cittadini salì a circa 15.000 unità.

Alla morte di Vittorio Amedeo II nel 1732, gli successe Carlo Emanuele III che rinsaldò la lega con l’Inghilterra e con l’Austria. Egli attaccò i Borboni di Spagna, di Francia e di Napoli ma senza fortuna. Infatti costoro, arrivando nella pianura fra San Giuliano ed Alessandria, s’impossessarono di Serravalle Libarna e di Tortona e sbaragliarono i Piemontesi presso Bassignana sospingendoli fino a San Salvatore e a Valenza e li tennero fermi a Crescentino.

Nel 1746, dopo eroici sforzi compiuti dall truppe di Carlo Emanuele, i nemici furono snidati e allontanati e il Piemonte, tranne Valenza e Tortona, ritornarono ai Savoia.

Alla fine del secolo l’intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte e se già dopo l’armistizio di Cherasco l’influenza dell’imperatore corso era tangibile, nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe transalpine), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo. Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30 maggio di quello stesso anno, dopo i trattati di Parigi, entrò a far parte del Regno di Sardegna in quanto fu restituita ai Savoia. Tutte le successive dominazioni si presero cura soprattutto della Cittadella, ingrandendone le opere esterne.

LA COMUNITA’ EBRAICA DI ALESSANDRIA

La sinagoga di via Milano ad Alessandria
La sinagoga di via Milano ad Alessandria

Gli ebrei ottennero facoltà dai duchi di Milano di stabilirsi nella città di Alessandria sul principio del XIII secolo: vi fondarono con l’andare del tempo una sinagoga diretta da un rabbino indipendente e capo dell’Università stabilita in questa città. Così una vaga tradizione fa risalire a quest’epoca la loro venuta in quanto assenti documenti storici che lo possano provare con certezza.

La storia

Gli ebrei ottennero facoltà dai duchi di Milano di stabilirsi nella città di Alessandria sul principio del XIII secolo. Vi fu fondata una sinagoga diretta da un rabbino indipendente e capo dell’università stabilita in questa città. Mancano tuttavia i documenti storici che possano confermare questa data tradizionale. Ricca è la documentazione che riporta della presenza ebraica in tardo medioevo.

Ad Alessandria, a Casale Monferrato e in altri centri monferrini come Moncalvo sono attestate famiglie ebree di origine francese o germanica (sarfatì e ashkenazì), prima della cacciata degli ebrei (sefardì) dalla Spagna nel 1492 che non vennero a stabilirsi ad Alessandria. A Fubine la Cascina Valmezzana era abitata da ebrei. Sebbene Alessandria e il suo territorio facessero parte del ducato di Milano, fino all’inizio del XVIII secolo soggetto alla Monarchia spagnola, gli ebrei non vennero espulsi né subirono violenze e i re di Spagna ricevettero prestiti dai banchieri ebrei alessandrini.

Passando al regno di Sardegna furono mantenuti i privilegi acquisiti dalla comunità, ma nel 1723 venne imposto ai 420 ebrei di Alessandria la residenza obbligata nel ghetto tra via Milano e via Migliara.

Fin dall’epoca napoleonica, quando gli israeliti furono chiamati a Parigi per il Sinedrio, fu discussa la questione della possidenza. L’avvocato Francesco Gambini sconsigliava che gli ebrei dovessero possedere terre. Questa sua dottrina compendiò nel libro: L’ebreo possidente (Asti, Paglieri, 1815). In un’altra opera dal titolo La cittadinanza giudaica in Europa “voleva dimostrare che gli ebrei non avrebbero mai potuto affratellarsi con gli altri membri dell’umana famiglia, confortando il suo assunto con le istituzioni talmudiche e coi precetti dell’esperienza. Egli stesso però chiamava la questione esaminata da lui un problema dell’avvenire. Gli fu risposto con un altro libro: Origini delle interdizioni giudaiche. Passò del tempo. Il 29 marzo 1848, re Carlo Alberto chiamava gli israeliti subalpini a far parte dei diritti civili e politici. I cristiani facevano plauso, fra cui è degno di ricordo Massimo d’Azeglio e il teologo canonico Gatti pubblicava L’ emancipazione degli israeliti.

Nel 1938 la comunità ebraica alessandrina risultava composta di 245 persone (113 uomini e 132 donne). Di essi 25 verranno deportate e uccisi durante l’Olocausto.

La Sinagoga di Alessandria, è situata a pochi metri da piazzetta della Lega Lombarda, in via Milano, l’antica contrada degli ebrei. Il ghetto che fu decretato dal governatore spagnolo fin dal 1585, imposto dai Savoia nel 1723, brevemente abolito nel 1797 dalle truppe napoleoniche e quindi definitivamente cancellato dallo Statuto Albertino del 1848, è riconoscibile ancora oggi dagli stretti androni di alcuni palazzi delle vie adiacenti il Tempio. Quest’ultimo, aperto nel 1871 e costruito su progetto dell’architetto Giovanni Roveda, ha una facciata in stile neogotico e un’ampia sala con due matronei. È uno degli esempi più monumentali di sinagoga ottocentesca italiana. Non è aperto alle visite. Interesse artistico e storico riveste anche il cimitero israelitico alle spalle del cimitero urbano. Fu aperto nel 1820 in sostituzione dell’antico cimitero che si trovava presso l’attuale Porta Marengo, in piazza d’Armi.

Lapide commemorativa delle vittime della follia nazista sulla facciata della sinagoga di Alessandria.
Lapide commemorativa delle vittime della follia nazista sulla facciata della sinagoga di Alessandria.

 

PERIODO NAPOLEONICO

Nel 1707 fu conquistata dal Principe Eugenio, finendo così, dopo i trattati di Utrecht del 1713, nelle mani dei Savoia, con il ruolo di fortezza militare e venne dotata nel 1728, di una poderosa Cittadella costruita sull’antico quartiere Bergoglio . Alla fine del ‘700 l’intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte e se già dopo l’armistizio di Cherasco l’influenza dell’imperatore corso era tangibile, nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe napoleoniche), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo.
Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30 maggio di quello stesso anno, dopo i trattati di Parigi, entrò a far parte del Regno di Sardegna. Alla caduta di Napoleone, la città fu restituita ai Savoia, ma sorsero presto molti patriottici guidati da Santorre di Santarosa.

Nella foto: Il 14 giugno del 1800 a Spinetta Marengo, provincia di Alessandria, Napoleone vince una delle sue più celebri battaglie contro gli Austriaci e riporta l’Italia del nord sotto il dominio francese.

 IL RISORGIMENTO E L’UNITA’ D’ITALIA
Alessandria - Il tram a vapore in piazza Garibaldi - Anno 1905 circa - Collezione Tony Frisina - Alessandria
Alessandria – Il tram a vapore in piazza Garibaldi – Anno 1905 circa – Collezione Tony Frisina – Alessandria

Il 10 marzo 1821 l’insurrezione partì da Alessandria. La città per la sua importanza strategica, era il perno intorno a cui dovevano ruotare le operazioni della congiura ed è lì che i patrioti iniziarono a convergere da ogni parte. La scintilla partì proprio dai dragoni del re sabaudo. Promotore del moto costituzionale, Giacomo Garelli, un ex ufficiale dell’esercito napoleonico. Il comandante Isidoro Palma comandante della Brigata Genova, occupò la cittadella nella notte tra il 9 e il 10 marzo con Dragoni del Re, insieme alla Brigata Genova e a un gruppo di volontari armati; il capitano delle porte fu costretto a consegnare le chiavi e venne arrestato il comandante. Guglielmo Ansaldi, comandante in seconda della Brigata Genova, proclamava la liberale Costituzione di Spagna, e sul pennone si innalzò la bandiera tricolore. All’alba del giorno seguente le artiglierie annunciarono la vittoria della libertà: la bandiera tricolore sventolava sulle torri del forte e si creò un comitato governativo provvisorio. È l’episodio che Giosuè Carducci descrive nei versi di Piemonte, nelle Odi barbare: «Innanzi a tutti, o nobile Piemonte, quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria diè a l’aure per primo il tricolore, Santorre di Santarosa». Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale. Nell’ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di provincia di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l’astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto sindaco della città l’orologiaio Paolo Sacco.

Medagliere del Magg. Tito Giuseppe Viazzi, decorato alla Battaglia di S. Martino del 1859
Medagliere del Magg. Tito Giuseppe Viazzi, decorato alla Battaglia di S. Martino del 1859

Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale e fu proprio dalla città piemontese che partirono i moti del marzo 1821 con Santorre di Santarosa, ufficiale di stanza nella cittadella di Alessandria; per questo, diversi cittadini che avevano aderito alla Giovine Italia vennero sottoposti a processi sommari e condannati per cospirazione: ne rimase vittima anche il patriota Avvocato Andrea Vochieri, nel 1833.

Collezione_di_Tony_Frisina_-_Alessandria_stazione

Nell’ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l’astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto sindaco della città l’orologiaio Paolo Sacco.

La nascita delle Ferrovie e l’incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell’Ottocento trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, al centro di Torino, Milano e Genova, in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico, che portò alla riurbanizzazione e all’espansione del territorio cittadino, e un importante sviluppo nell’industria, testimoniato dal successo di aziende come l’industria di cosmetici Paglieri, i profumi Gandini, le argenterie (Goretta, la L.I.M.A. fondata a S.Maria di Castello nel 1935 dopo lo spostamento del calzaturificio Caretti), la Cicli Maino, soprattutto, la Borsalino, la cui produzione di caratteristici cappelli in feltro diventò famosa in tutto il mondo.

Alessandria - Lo Stabilimento Borsalino - 1910-'15 circa - Collezione Tony Frisina - Alessandria
Alessandria – Lo Stabilimento Borsalino – 1910-’15 circa – Collezione Tony Frisina – Alessandria

DAL XIX SECOLO AI GIORNI NOSTRI

La città è in forte espansione e l’economia in grande sviluppo; nasce la fabbrica di cappelli Borsalino e l’attività culturale muove i suoi primi passi.

Alessandria - Piazza Vittorio Emanuele II - Il Caffè dell'Aquila - Anni '30 circa - Collezione Tony Frisina - Alessandria
Alessandria – Piazza Vittorio Emanuele II – Il Caffè dell’Aquila – Anni ’30 circa – Collezione Tony Frisina – Alessandria

DURANTE IL FASCISMO E LA SECONDA GUERRA MONDIALE
Sotto il Fascismo Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono eretti importanti edifici pubblici e opere architettoniche, come il Dispensario Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, progettato dall’architetto Franco Petrucci e decorato dai mosaici di Gino Severini. Nel corso della seconda guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti aerei e la sua Sinagoga fu saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti nel dicembre del 1943.
Le due guerre mondiali portano distruzione e morti, ma il dopoguerra vede un’intensa attività di ricostruzione.

Il 30 aprile 1944 le bombe colpirono il quartiere popolare Cristo, facendo 239 morti e centinaia di feriti, distruggendo il Teatro Municipale; nelle notti d’estate, poi, nacque il mito di “Pippo”, un aereo utilizzato per la ricognizione, il cui rumore assordante terrorizzava il Nord Italia. A giugno furono attaccati e danneggiati gravemente i ponti sul Tanaro e sulla Bormida che rappresentavano la principale via di collegamento dal ligure al torinese, infatti i ripetuti bombardamenti subiti da Alessandria furono dovuti proprio ai tentativi di interrompere questa via di collegamento. Un altro bombardamento, il 5 aprile 1945, fece 160 morti, tra i quali 40 bambini dell’asilo infantile “Maria Ausiliatrice” di via Gagliaudo. A causa dei bombardamenti aerei morirono più di 500 cittadini, circa l’un per cento della popolazione: i tedeschi si arresero il 29 aprile; Tra il 1943 e il 1944, 27 ebrei alessandrini furono arrestati ad opera della Repubblica Sociale Italiana e trasferiti nel campo di concentramento di Fossoli. La Sinagoga di Alessandria fu saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti nel dicembre del 1943.

La Fontana dell'Impero nei Giardini Pubblici
La Fontana dell’Impero nei Giardini Pubblici

IL DOPOGUERRA
Nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti del Nord-Italia, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse nel Settentrione nel corso degli anni sessanta con il boom economico, conoscendo anche l’immigrazione della gente proveniente dalle regioni del Sud e arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970.
Tra gli anni ’70 ed ’80 si sviluppano interi nuovi quartieri e riprende l’attività economica.
Successivamente, quando gli effetti del boom economico rientrarono, Alessandria conobbe un calo demografico. La città venne anche scossa dai fatti di cronaca a sfondo politico che insanguinarono l’Italia degli anni settanta: il 9 e il 10 maggio 1974, una rivolta interna al carcere si risolse tragicamente, con 7 persone morte e 14 ferite: quest’episodio fu ricordato come la “Strage di Alessandria”. Inoltre, fu in una cascina nei pressi della città piemontese che si tennero le prime riunioni del gruppo delle Brigate Rosse ed ebbe luogo il sequestro Gancia.

ALESSANDRIA E L’ALLUVIONE

Il 6 novembre 1994 Alessandria fu pesantemente colpita da una grave alluvione che la investì per buona parte sommergendo ampie zone residenziali (specialmente i quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San Michele) e varie frazioni. L’alluvione, che fu causata dallo straripamento del fiume Tanaro, provocò anche la morte di undici persone oltre a danni ingentissimi sia alle abitazioni private che alla struttura economica cittadina. Nel 1998 diventò sede, assieme a Novara e Vercelli, dell’Università degli studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.
L’attività cittadina ricomincia ben presto, assieme alla ricostruzione degli edifici danneggiati, e culmina nella presentazione di un nuovo ponte progettato dall’architetto americano R. Meyer .

1392532_644161578961432_860145867_nMONUMENTI E LUOGHI DI INTERESSE

Il centro della città è caratterizzato dalla vastità di piazza della Libertà, anticamente Platea Maior. La piazza d’armi voluta da Napoleone fu ottenuta mediante la demolizione, avvenuta nel 1803, dell’antica cattedrale del XIII secolo opera dell’architetto Ruffino Bottino. Agli inizi degli anni 2000 sono stati portati alla luce i resti delle fondamenta per studi di approfondimento e poi ricoperti. Al centro di essa sorge la statua di Urbano Rattazzi, opera di Ferruccio Pozzato, che sostituisce la fusione più antica di Giulio Monteverde, demolita per ricavarne metallo nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.

ARCHITETTURE CIVILI

270920121526Palatium Vetus. Il palazzo, nella centrale piazza della Libertà, venne costruito intorno al 1170. Ha avuto funzione di Broletto, nei secoli XIII e XIV, quindi centro della vita politica, amministrativa e giudiziaria del comune medioevale. Dopo molte vicissitudini nel 1856 il Comune di Alessandria lo cede allo Stato che ci sistema il corpo di guardia del Comando di Divisione. Fino al 1995 l’edificio ha ospitato il Presidio e il Distretto Militare e, dal 2012, è sede della Fondazione cassa di risparmio di Alessandria che ne ha completamente finanziato il restauro.

10352954_10203865913189799_7317953614783440465_nPalazzo del Municipio o Palazzo Rosso (dal colore della facciata). Eretto nel XVIII secolo è dotato di un particolare orologio a tre quadranti (da notare sulla sommità il galletto sottratto dagli alessandrini ai casalesi nel 1225); distrutto dai bombardamenti di guerra nel 1944 l’edificio che si presenta è il risultato di un successivo intervento di ricostruzione.
Palazzo Ghilini, eretto da Tommaso Ottaviano Antonio Ghilini marchese dell’omonima famiglia, è sede dell’Amministrazione Provinciale e della Prefettura. Progettato da Benedetto Alfieri nel 1733, di pregevoli forme barocche, considerato il più bello e monumentale della città.

Alessandria-palazzo_Cuttica_di_Cassine3Palazzo Cuttica di Cassine. Futura sede del Museo Civico e già sede del Conservatorio Statale di Musica “Antonio Vivaldi” e precedentemente del liceo musicale.

guasco-300x225Palazzo Guasco. Situato nell’omonima via Guasco la sua storia risale ai primi secoli dalla fondazione della città. L’attuale conformazione è del secolo XVIII. L’ala destra del palazzo è sede di alcune sezioni dell’Amministrazione Provinciale: la Direzione Economia e Sviluppo della Provincia di Alessandria (che comprende l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato al Turismo), la Biblioteca Provinciale di Editoria locale, l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea e la Galleria d’Arte Moderna. In attesa di restauro di alcuni saloni del palazzo che conservano la struttura architettonica settecentesca. L’ala sinistra del palazzo, invece, è proprietà privata. Degno di nota il piccolo teatro, non aperto al pubblico, presente all’interno dell’ala privata.

pozzoPalazzo dal Pozzo. Situato in piazzetta Santa Lucia, risalente al XVIII secolo di stile prettamente barocco. È stato sede della Società del Casino dal 1862 al 1868, per alcuni decenni dell’Archivio Notarile e dal 1962 al 1982 nuovamente della Società del Casino.

ALESSANDRIA – Arco via MarengoArco di trionfo. Situato al termine di via Dante fu eretto nel 1768 a ricordo della visita di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonia di Spagna. È un raro esempio di arco settecentesco.

prati2Palazzo Prati di Rovagnasco. Costruito verso la metà del Settecento per volontà del marchese Carlo Giacinto Prati, l’edificio è stato ristrutturato e in parte alterato dopo la Seconda Guerra Mondiale ed è distribuito su tre piani che si snodano con una pianta ad U intorno a un cortile centrale: un corpo principale che si affaccia su via XXIV maggio e da due ali laterali lungo le vie Giuseppe Verdi e San Giacomo della Vittoria. I tipici elementi decorativi dello stile barocco sono ridotti secondo un gusto ormai orientato come in edifici coevi verso forme di austerità classicheggiante, tanto che il palazzo può essere considerato la più severa fra le dimore signorili del Settecento alessandrino.

10176236_10202820894317301_7464381837499857122_nVilla Guerci.

10407409_949003678457751_9146049554199650736_nPonte Cittadella. Il ponte detto appunto “Cittadella” è, per la sua storia e la sua importanza strategica, il principale ponte di Alessandria che unisce le due sponde cittadine del fiume Tanaro. Nell’agosto del 2009 è stato demolito il terzo ponte della storia della città dalla sua fondazione inaugurato nel 189. Il ponte del 1891 rimpiazzò un più antico ponte in pietra coperto, inaugurato nel 1455 che a sua volta sostituì un originario ponte in legno. Il Comune di Alessandria incaricò nel 1996 l’architetto Richard Meier di progettare un nuovo ponte a campata unica.

ponte1

dispensario_01_72dpiDispensario antitubercolare e Laboratorio provinciale di igiene e profilassi. Opere di Ignazio Gardella, realizzate tra il 1934 e il 1939, sono considerate capolavori dell’architettura del Razionalismo italiano.

6638.immagine2.2Palazzo delle Poste. Edificato tra il (1939 e il 1941) di stile schiettamente razionalista è decorato con un bel mosaico lungo 38 metri di Gino Severini sulla facciata.

DSCN1012Casa Borsalino. Opera dell’architetto Ignazio Gardella progettata tra il 1949 e il 1951 e realizzata nel 1952.

ARCHITETTURE RELIGIOSE

1968Chiesa Cattedrale. Quasi adiacente a piazza della Libertà è la piccola ed elegante piazza del Duomo, con la nuova cattedrale neoclassica del (1810-1849) che conserva al suo interno la statua lignea della Madonna della Salve; sul lato sinistro della facciata spicca Gagliaudo che regge una formaggetta lodigiana, scultura romanica raffigurante l’eroe alessandrino che secondo la leggenda si distinse nel corso dell’assedio del Barbarossa. Da notare sul fianco destro della Cattedrale l’altissimo e imponente campanile di gusto eclettico, costruito a più riprese fra l’ultimo decennio dell’Ottocento e il 1922; con i suoi 106 metri di altezza è il terzo più alto d’Italia dopo il Campanile di Mortegliano e il Torrazzo di Cremona. Il campanile contiene un concerto di 5 campane in do3 maggiore.

747_001Santa Maria di Castello. La più antica della città (XV secolo), situata presso l’antico borgo Rovereto e che fonde nella sua struttura stili di epoche diverse, come quello tardo – romanico della costruzione con il portale rinascimentale e, al suo interno, diverse opere di epoche successive (il crocefisso, l’altare, la fonte battesimale, la sacrestia); inoltre nei sotterranei, da qualche tempo riaperti al pubblico, si possono osservare i resti di due precedenti chiese. Nonostante una fase di decadenza, negli ultimi anni sono stati notevoli i lavori di ristrutturazione e consolidamento statico (contributi Regione Piemonte, arch. Piero Teseo Sassi).

Chiesa di San Gaudenzio martire, chiesa cattolica di Rito greco-bizantino costruita nel 1994 per le comunità romena, moldava, serba, montenegrina, greca, bulgara e per la minoranza serba della Croazia.

1779032_10202480945058782_546905439_n
Chiesa della Beata Vergine Assunta

Chiesa della Beata Vergine Assunta

Beata Vergine delle Grazie - Via Mondovì
Beata Vergine delle Grazie

Chiesa della Beata Vergine Maria delle Grazie

Chiesa di San Giovanni Evangelista
Chiesa di San Giovanni Evangelista

Chiesa di San Giovanni Evangelista

Chiesa del Cimitero urbano
Chiesa del Cimitero urbano

Chiesa del Cimitero urbano

Chiesa del cuore immacolato di Maria
Chiesa del cuore immacolato di Maria

Chiesa del cuore immacolato di Maria

Chiesa di Maria Santissima della Misericordia
Chiesa di Nostra Signora del Carmine
Chiesa di Nostra Signora del Monserrato
Chiesa di san Giovannino
Chiesa di san Giuseppe
Chiesa di san Lorenzo
Chiesa di san Pio V
Chiesa di san Rocco
Chiesa di santa Lucia
Chiesa di santo Stefano
Chiesa dei santi Alessandro e Carlo
Chiesa dei santi Antonio e Biagio
Chiesa dei santi Sebastiano e Dalmazzo
Santuario Beata Vergine Maria di Loreto
Santuario Nostra Signora di Lourdes
Santuario del Sacro Cuore
Santuario di san Giacomo
Ex complesso monumentale di san Francesco
Sinagoga di Alessandria

ARCHITETTURE MILITARI

Cittadella Militare. Sorge sulla sponda sinistra del fiume Tanaro. È un’imponente costruzione militare innalzata su progetto di Ignazio Bertola, una delle principali al mondo per importanza. La costruzione, voluta da Vittorio Amedeo II di Savoia nel XVIII secolo, comportò l’evacuazione e la demolizione dell’intero quartiere di Borgoglio. Di proprietà dell’Agenzia del Demanio, è visitabile grazie alle guide preparate dal FAI: è a pianta stellare, con sei bastioni attorniati da fossati. Di notevole interesse architettonico-militare i quartieri militari con gli edifici settecenteschi e ottocenteschi.

Cittadella di Alessandria
Cittadella di Alessandria

Caserma Valfré di Bonzo.
Forte Bormida.
Forte Ferrovia.
Forte Acqui.

ALBERI MONUMENTALI

Platano di Napoleone. Lungo la ex statale n. 10 che collega Alessandria a Spinetta Marengo svetta il cosiddetto Platano di Napoleone, uno dei più grandi alberi monumentali d’Italia. La leggenda vuole che sia stato messo a dimora nel 1800 a seguito della vittoria sugli austriaci alla battaglia di Marengo. Il Platano, della specie Platanus occidentalis, è alto quaranta metri e ha una circonferenza alla base del tronco di quasi otto metri. Sembra che fino agli inizi del XX secolo fossero rimasti ancora cinque esemplari superstiti di un viale completo che dalle porte di Alessandria giungeva sino a Marengo[11]. Qui di seguito le coordinate del platano: +44° 54′ 28.17″, +8° 38′ 23.70″.

61818360RELIGIONE

La religione più diffusa tra gli abitanti di Alessandria è il cristianesimo, soprattutto con la sua confessione cattolica. Tuttavia sono presenti molteplici minoranze sia di antica origine, come quella giudaica, sia come diretta conseguenza dell’immigrazione. Le minoranze più diffuse sul territorio sono:

la Comunità ebraica di Alessandria con la sua Sinagoga. Seppure sia di ridotte dimensioni, ha avuto parte importante nella storia della città e in generale del basso Monferrato;
la comunità ortodossa è presente in città principalmente con ortodossi russi e la Chiesa ortodossa russa di San Nicola inaugurata nel 2008. Ci sono inoltre gli ortodossi Moldavi e Rumeni con la Chiesa ortodossa moldava-rumena del Santo Gerarca Barlaamo di Moldavia;
la comunità valdo-metodista;
la comunità della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno. Il tentativo di fondazione della Chiesa avventista di Alessandria risale al 1935 quando viene assunto Giovanni Emilio Fischer. Nello stesso anno si invia Daniele Cupertino perché curi quella chiesa in sostituzione di Elia Bertalot.
la comunità della Chiesa avventista del riposo sabatico è anch’essa presente in città. Tra il 1994-95 si diffuse la conoscenza della chiesa non solo tra la parentela di italo-tedeschi ma anche tra alcuni alessandrini.
la comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (Missionari Mormoni) è presente in città dagli inizi degli anni ‘70.
la comunità alessandrina dei Pentecostali delle Assemblee di Dio in Italia.
la comunità dei Testimoni di Geova.
la comunità della Chiesa cristiana evangelica dei fratelli.
la comunità della Chiesa di Cristo.
la comunità islamica di Alessandria dispone di una propria moschea nel centro storico della città.
la comunità antroposofica di Alessandria nata nel 2000 vuole dedicarsi alla divulgazione del pensiero di Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista austriaco, per la conoscenza dell’essere umano attraverso il gruppo pedagogico Steineriano.
la comunità di religione buddhista inaugurata il 27 gennaio 2008 con la partecipazione del Ven. Lama Gangchen Rinpoche, Lama Michel Rinpoche e del Maestro Zen Rev. Daido Strumia.
la comunità bahá’í di Alessandria dove viene redatta la rivista Opinioni bahá’i e la città vanta anche la figura storica di Arturo Figini, un importante artista di questa fede.

Istituzioni, enti e associazioni

Ospedale Infantile Cesare Arrigo

CULTURA

Istruzione

Biblioteche

Biblioteca civica “Francesca Calvo”

Università

Insieme a Novara e Vercelli, Alessandria è sede dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Qui infatti sono dislocati due dei sette Dipartimenti che compongono l’Ateneo: il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica ed il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali. Ad Alessandria vi è inoltre una sede del Politecnico di Torino.

Sistema museale

Museo Civico. Riaperto nella nuova sede di palazzo Cuttica, conserva tra l’altro, due arazzi fiamminghi di pregevole fattura, un interessante polittico di Gandolfino da Roreto, i paramenti sacri di papa Pio V e i corali destinati al convento di Santa Croce di Bosco Marengo da lui stesso ordinati.
Museo etnografico della Gambarina
Museo di Scienze Naturali
Marengo Museum
Museo del Ferro.

Musica

Alessandria è sede del Conservatorio Statale di Musica “Antonio Vivaldi”.

Teatro

La tradizione teatrale alessandrina è stata nei secoli molto florida.

Teatro di Palazzo Guasco

L'interno del teatro di Palazzo Guasco come si presenta oggi.
L’interno del teatro di Palazzo Guasco come si presenta oggi.

Nel nuovo clima politico creatosi all’indomani del Trattato di Utrecht, la città di Alessandria trovò nuovi spunti e nuovi stimoli per la vita sociale cittadina. In questo contesto il Marchese Don Filippo Guasco Gallarati di Solerio decise di incorporare un piccolo teatro pubblico nel suo palazzo Guasco. Nasceva così il primo teatro cittadino. Il 27 marzo 1729 il re di Sardegna Vittorio Amedeo II consegnò al marchese Guasco le regie patenti per l’apertura e la gestione del suo teatro.

Nel settembre dello stesso anno, alla presenza del principe ereditario Carlo Emanuele, il teatro venne inaugurato ufficialmente con una rappresentazione d’opera di rilievo. L’unica testimonianza di quel periodo è la cosiddetta “Cronaca Bolla” che così commenta l’evento musicale dell’inaugurazione del teatro: “Oh quanto meno avrebbe egli contribuito al pubblico bene della città, se avesse impiegato il di lui contante (!!) ed il bel talento, ond’è fornito, in qualche più proficuo ritrovamento!”.

Nel 1766 la sorda avversione della borghesia e del clero contro il teatro finì per stancare i marchesi di Solerio. In quell’anno ebbe luogo l’ultima recita della Semiramide di Pietro Metastasio, quindi il teatro venne chiuso definitivamente e i marchesi consegnarono le regie patenti ai decurioni perché venissero riutilizzate per il teatro Municipale di futura nuova costruzione.

Teatro Municipale

Il teatro municipale venne costruito all’interno del palazzo di città o palazzo rosso (il palazzo del municipio). Si può ancora notare il foyer del teatro che ospita l’Ufficio per le relazioni con il pubblico.

Le regie patenti ed i privilegi che furono propri del teatro Guasco vennero trasferiti per il teatro Municipale. La posa della prima pietra avvenne il 6 settembre 1772, e tre anni più tardi l’architetto Giuseppe Caselli consegnò alla città le chiavi del nuovo teatro. La sera del 17 ottobre 1775 per la prima volta il sipario del municipale venne alzato. Dal palco si poteva ammirare il perfetto emiciclo della sala disposta a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e sopra di essi un piccolo loggione. Il teatro aveva circa 1500 posti a sedere. L’opera scelta per la sera di inaugurazione fu l’opera seria Antigona su libretto di G. Roccaforte e musicato da Giuseppe Ferdinando Bertoni.

Interessante notare che i palchi furono acquistati dalle famiglie alessandrine più importanti per censo, posizione sociale e politica. Il 28 giugno 1775 gli 88 palchi disponibili vennero estratti a sorte e assegnati dal governatore della città ai 60 acquirenti. Esiste un elenco, databile a seguito della battaglia di Marengo durante il periodo napoleonico, dei proprietari dei palchi del teatro Municipale, conservato presso l’Archivio di Stato di Alessandria.

n. 1º ordine 2º ordine 3º ordine
1 Il Municipio Conzani Emanuele Conzani Ferdinando
2 Civaglieri Pietro Castellani Laura Fratelli Sali
3 Chenna Felice Parvopassu G. Batt. Avvocato Adorni
4 Prati-Capriatta Eredi Canefri Eredi di S. Barberis
5 Conzani Emanuele Castellani Sebast. Il Municipio
6 Castellani Pietro Guasco-Castelletto Il Municipio
7 Massola Angelo Colli Vittorio Il Municipio
8 Inviziati Carlo Ferrari-Castelnovo Il Municipio
9 Il Municipio Zani avv. Giovanni Il Municipio
10 Il Municipio Il Municipio Il Municipio
11 Deporzelli Giovanni Calcamuggi Ottavio Faà di Bruno
12 Faà di Bruno En. Ghilini Vittorio Piola Michelangelo
13 Melazzi Giovanni Eredi Andrea Agosti Ferrero Felice                                                       14 Il Municipio Il Municipio Ferrero Giovanni
15 Olivazzi Paolo Ferrari Luigi Avite Carlo
16 Lazzari Bartolomeo Margiocchi Carlo Guasco di Castelletto
17 Gavigliani Giuseppe Ghilini Ambrogio Ghilini Vittorio
18 Il Municipio Il Municipio Il Municipio
19 Il Municipio Il Municipio Il Municipio
20 Faà di Bruno Luigi Castiglione Luigi Il Municipio
21 Arnuzzi Giordano Figarolo-Gropello Il Municipio
22 Antona Pasquale Dalpozzo Claudio Il Municipio
23 Bagliani Raimondo Famiglia Aulari Il Municipio
24 Bolla Filippo Famiglia Scatti Gilli Avvocato
25 Famiglia Pertusati Boidi-Ardizzone Eredi Gius. Casella
26 Guasco di Bisio Basiglio Gaspare Zuccotti Vincenzo
27 Il Municipio Sappa Luigi Il Municipio

La vita del municipale terminò nel 1944 quando, durante il bombardamento del 1º maggio, il teatro e la relativa ala del palazzo del municipio vennero irrimediabilmente compromesse da un incendio.

Teatro Comunale

La struttura di maggiore interesse risulta, oggi, essere il Teatro Comunale che costruito tra il 1969 e il 1978 dispone di circa 1200 posti a sedere nella sala principale. Sono presenti anche 2 sale secondarie: la sala Ferrero e la sala Zandrino.

Il Teatro Comunale venne chiuso in via precauzionale il 2 ottobre 2010 a causa dell’inquinamento da polvere d’amianto. Esso era presente nell’impianto di riscaldamento, nei rivestimenti delle poltrone e in grande quantità nella stessa aria del Teatro. I lavori di bonifica vennero sospesi dopo pochi mesi e ripresero solo nel 2013 grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Il Teatro risulta chiuso.

Altri teatri cittadini

Qui di seguito l’elenco degli altri teatri cittadini che si sono nei secoli susseguiti:

Arena Bellana, 1856-1879. Teatro pubblico scoperto che ospitò spettacoli equestri, presentazioni di animali feroci, acrobati e funamboli, pagliacci. In seguito anche spettacoli lirici e di prosa. L’arena era molto amata dal pubblico. La quindicenne Virginia Vasino conobbe proprio in questo teatro pubblico il suo futuro marito, l’attore fiorentino Giovan Battista Marini. L’Arena Bellana fu distrutta da un incendio.
Politeama Gra, 1882-1902. Sulle ceneri dell’Arena Bellana il signor Gra, parente del Bellana, costruì il modesto teatro popolare coperto. Il teatro ospitò spettacoli di prosa, lirici e di operetta. Anche al Politeama Gra spettò la stessa sorte dell’Arena Bellana e fu distrutto da un incendio.
Arena Garibaldi, poi Arena-Teatro Verdi, 1881-1916. Strutture temporanee attive, in piazza Garibaldi, nei mesi estivi dal 1º giugno al 3 agosto. L’Arena Garibaldi offriva principalmente spettacoli di marionette organizzati dal burattinaio veneto Zane. Dal 1903 l’Arena intitolata a Verdi e ristrutturata in un modesto teatro in legno con una birreria annessa. Le attività stagionali in questa area terminarono a causa dello sviluppo urbanistico della città.
Circo Pollarolo, 1890-1892. Struttura in ferro, tessuto e legname con spettacoli di prosa, arte varia ed equestri.
Teatro Finzi, poi Teatro Verdi, poi Teatro del Popolo, 1906-1922. Il teatro ospitò spettacoli di opera, prosa e negli anni successivi alla prima guerra mondiale venne organizzata una scuola di cultura. Dopo l’inaugurazione il teatro rimase chiuso per parecchio tempo riaprendo in seguito con il nuovo nome dedicato a Verdi. Dal 1920 mutò ancora il nome in Teatro del Popolo. Anche questo teatro venne distrutto in parte da un incendio nel 1922. Nell’aprile del 1944 un bombardamento terminò l’opera dell’incendio di qualche decennio prima.
Teatro Virginia Marini, 1917-1965. Il teatro dedicato all’attrice alessandrina ospitò numerose compagnie drammatiche, spettacoli d’opera e di musica sinfonica. Venne demolito nel 1965 per lasciare spazio alla costruzione dell’attuale Teatro Comunale. Si ricorda un grande concerto sinfonico dell’orchestra del Teatro alla Scala nel 1956 diretta da Guido Cantelli.
Teatro San Francesco. 1920 circa. In attività.
Teatro Arnoldi. Chiuso.
Cinema Teatro Alessandrino, 1966. In attività.
Cinema Teatro Ambra. In attività.
Teatro Parvum. In attività.
Teatro Laboratorio Sociale, 2008. In attività. Ricavato in alcuni locali della dismessa caserma dei pompieri.

CUCINA

I piatti rappresentativi della città di Alessandria, oltre alle portate di tipica matrice piemontese, sono:

i rabatòn (rotolini di spinaci, ricotta ed erbette bolliti in acqua calda e successivamente gratinati al forno con formaggio, burro e salvia);
il pollo alla Marengo (pollo condito con gamberi di fiume e uova, il cui nome deriva dalla famosa battaglia di Marengo);
la farinata (chiamata anche bela cauda, è una torta di ceci di antica origine genovese, qui sviluppatasi per merito degli intensi rapporti tra la pianura e il mare).
Fra i dolci tipici, che hanno ricevuto la denominazione comunale d’origine, si trova il Lacabòn, a base di miele e albume, venduto durante la festa di santa Lucia e sant’Antonio; cannoncini e bignè, tartufata ed amaretti, polenta dolce di Marengo, meardini, e gallinotti al rum, mandrugnin, nugatelli, torta albanese e farciò.

EVENTI E RICORRENZE

Musica

Concorso Internazionale di Chitarra Classica “Michele Pittaluga”.
Festival Internazionale di Musica “Echos.I Luoghi e la Musica”
Festival di musica PianoEchos. Settimane pianistiche internazionali in Monferrato”

Arte, storia e letteratura

Biennale di Poesia di Alessandria. La Biennale di Poesia di Alessandria dal 1981 raduna i più importanti poeti italiani, dal 1996 anche quelli internazionali. L’evento conclusivo, che vede anche una sezione dedicata ai giovani autori, si tiene ad anni alterni nel periodo autunnale; negli intermezzi si svolgono attività di produzione editoriale e di varia proposta culturale nei campi della letteratura. Come fonti, si possono consultare: il sito ufficiale e il blog della Biennale di Poesia[31]; i cataloghi di Joker, editore “storico” della Biennale; la letteratura giornalistica costituitasi negli anni.
Rievocazione Storica della Battaglia di Marengo. Rievocazione della battaglia di Marengo vinta da Napoleone a Spinetta il 14 giugno del 1800. Battaglioni austriaci, francesi e italiani, provenienti da tutta Europa, tornano a fronteggiarsi. Manifestazioni, incontri e mostre trovano spazio in città e al Castello di Marengo. Periodo: prima metà di giugno.

Enogastronomia

Salone del Biscotto. Il Salone del Biscotto Piemontese è la principale manifestazione regionale del settore. La terza edizione della rassegna ha avuto luogo, come nel 2006, presso la ex “Caserma Leopoldo Valfrè di Bonzo” di Alessandria. L’evento è dedicato alla scoperta dei sapori del Piemonte attraverso l’opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone oltre cinquanta espositori hanno distribuito e offerto assaggi ai visitatori. Nell’ambito della terza rassegna dolciaria si sono susseguiti talk show dedicati ai dolci piemontesi. Tra gli ospiti hanno partecipato Iginio Massari, pasticciere e Paolo Massobrio, giornalista enogastronomico. Il Salone è organizzato dalla Provincia di Alessandria in collaborazione con la Regione Piemonte, le Province di Cuneo, Novara, Torino, Vercelli e il Comune di Alessandria. La prima edizione si è svolta nel 2005 a Novara.
Alè Chocolate. Manifestazione annuale organizzata dal Comune di Alessandria (Assessorato al Commercio) in collaborazione con diversi enti ed associazioni, per promuovere e rilanciare il cioccolato dell’industria dolciaria e dell’artigianato locale. L’obiettivo della festa è quello di interessare i visitatori e sviluppare il settore ormai secolare per questa provincia. Eventi collaterali di notevole interesse sono stati la mostra di sculture di cioccolato presso il Palazzo Asperia (ora Palazzo Monferrato) ed i massaggi al cioccolato, eseguiti a scopo dimostrativo da personale esperto. Periodo: ottobre.
Salone del Dolce e Salato. Il Salone del Dolce e Salato è una manifestazione provinciale del settore alimentare. La prima edizione ha avuto luogo presso la ex caserma Leopoldo Valfrè di Bonzo nei giorni 17 – 18 e 19 novembre 2008. L’evento è dedicato alla scoperta dei sapori della provincia di Alessandria e della Provincia di Genova, insieme promotrici, attraverso l’opera di grandi e piccoli artigiani del settore. Presso gli stand del Salone gli espositori hanno offerto assaggi delle loro specialità ai visitatori. Il Salone è organizzato dalla Provincia di Alessandria in collaborazione con la Provincia di Genova.

Feste popolari

Capodanno alessandrino. Nato da qualche anno per opera di alcuni gestori di locali ha, ora, assunto dimensioni extra cittadine coinvolgendo anche altre realtà locali. Il Capodanno alessandrino viene festeggiato la notte del 31 agosto e in tutta la città si svolgono eventi, concerti, feste in piazza.
Festa del Borgo Rovereto. Nata dalla volontà di pochi privati e continuata grazie all’iniziativa privata degli abitanti del più antico borgo alessandrino, è una delle manifestazioni più sentite e partecipate della città. Dura due giorni di musica, bancarelle, “cortili aperti”, poesie dialettali e spettacoli di strada.
E Ben Vena Magg. È una rassegna di eventi dedicati alla cultura popolare del Piemonte che ha come palcoscenico piazze, teatri, biblioteche, scuole, musei e circoli ricreativi di Alessandria e dintorni. La cultura popolare piemontese è stata analizzata in molte sue espressioni: il patrimonio dei canti di tradizione orale, le danze etniche, gli strumenti musicali, la poesia popolare, il teatro dialettale. Particolare rilievo hanno avuto le tematiche riguardanti le minoranze linguistiche del Piemonte (la provenzale, la franco-provenzale, la walser), la cultura collinare ed alpina e le influenze che la musica di tradizione orale ha avuto nell’ambito della musica colta. Dalla sua nascita la manifestazione è stata curata dall’Associazione Culturale Trata Birata/Tre Martelli.

Motori

Motoraduno Internazionale Madonnina dei Centauri. Storico motoraduno organizzato dal Moto Club Madonnina dei Centauri Internazionali di Alessandria a partire dal 1946 senza interruzioni. Ogni anno, nella seconda domenica di luglio, convergono ad Alessandria migliaia di motociclisti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa con l’intento di rendere omaggio alla protettrice dei motociclisti, la Madonnina dei Centauri nel Santuario di Castellazzo Bormida. Caratteristica unica di questo evento è l’ingresso dei “Primi Centauri” con le loro moto, a motore acceso, all’interno del Santuario durante la funzione religiosa della domenica, officiata dal vescovo di Alessandria, chiamato “Vescovo dei Centauri Internazionali”.

Geografia antropica

Alessandria è suddivisa in cinque differenti circoscrizioni:

Circoscrizione Nord

Astuti (frazione)
Borgo Cittadella (quartiere)
Borsalino
Galimberti
Orti
San Michele (sobborgo)
Valle San Bartolomeo
Valmadonna
Circoscrizione Centro

Borgo Rovereto (quartiere)
caserma Valfrè (rione)
corso Roma
piazza Carducci
piazza Garibaldi
piazza Matteotti
piscina comunale
stazione FF.SS.
Circoscrizione Sud

Cristo (quartiere)
Cabanette (sobborgo)
Cantalupo
Casalbagliano
Norberto Rosa (rione)
Villa del Foro (sobborgo)
Circoscrizione Europista

Europa (quartiere)
Pista Vecchia
piazza Mentana (rione)
spalto Gamondio
c.so IV novembre
Circoscrizione Fraschetta

Cascinagrossa (sobborgo)
Castelceriolo
Litta Parodi
Lobbi
Mandrogne
San Giuliano Nuovo
San Giuliano Vecchio
Spinetta Marengo

Urbanistica

Infrastrutture e trasporti

Alessandria si trova esattamente al centro del cosiddetto triangolo industriale composto da Torino, Milano e Genova. I servizi di trasporto per raggiungere la città sono molti e ben articolati.

Piazzale della vecchia stazione ferroviaria (1913 circa)
Piazzale della vecchia stazione ferroviaria (1913 circa)

Strade

Due sono gli snodi autostradali che passano da Alessandria:

Autostrada A21, Torino-Piacenza-Brescia;
Autostrada A26, Genova Voltri-Sempione.
Alessandria è raggiunta da alcune strade statali, Fra le più importanti:

Strada statale 10 Padana Inferiore
Strada statale 35 bis dei Giovi
Strada provinciale 83

Ferrovie

Alessandria è un importante nodo ferroviario con scalo merci di smistamento di testa, situato nel sud-ovest della stazione viaggiatori e vede transitare 6,5 milioni di passeggeri all’anno. La stazione ferroviaria è posta sulla linea Torino-Genova e capolinea delle linee per Piacenza, per Novara, per Pavia, per Cavallermaggiore, per Ovada e per San Giuseppe di Cairo. Per quanto concerne la categorizzazione delle stazioni. RFI la considera di categoria gold ed è gestita dalla società Centostazioni. Alessandria è uno dei principali terminal per l’Italia (insieme a Bolzano e Livorno) di DB AutoZug e di Autoslaap Trein. Sono rispettivamente i servizi tedesco e olandese di auto e moto al seguito che hanno scelto Alessandria come terminal strategico. Circa 30.000 turisti all’anno si fermano ad Alessandria. La stazione è anche il nodo di interscambio con le linee di autobus urbane e sub-urbane e con le linee extra-urbane. Attualmente il servizio AutoZug è stato abbandonato.

Aeroporti

L’Aeroporto di Alessandria è situato a nord della città, è intitolato alla memoria del comandante Massimo Bovone ed è dotato di una pista in erba lunga 640 m. Non effettua servizi passeggeri di linea.

Mobilità urbana

Amministrazione

Gemellaggi

Alessandria è gemellata con:

Francia Argenteuil, dal 1960
Palestina Gerico, dal 2004
Rep. Ceca Hradec Králové, dal 1961
Croazia Karlovac, dal 1963
Argentina Rosario, dal 1988
Esiste inoltre un rapporto di collaborazione con Alba Iulia.

Sport

Calcio

Alessandria fu una delle prime città a vedere la nascita di squadre calcistiche già sul finire del XIX secolo. La maggiore squadra di calcio cittadina è l’U.S. Alessandria, nata nel 1912, dalla caratteristica maglia grigia. Gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Giuseppe Moccagatta, in Spalto Rovereto. La squadra, dopo un periodo economicamente poco felice, si trova in Lega Pro, ma vanta un passato onorevole: tra le altre cose, sfiorò la vittoria dello scudetto nel 1927-1928 e partecipò, nel 1929-1930, al primo campionato di Serie A, giungendo sesta; nel vivaio della squadra crebbero campioni come i campioni del mondo Luigi Bertolini e Giovanni Ferrari, oltre al Pallone d’oro Gianni Rivera. Nella stagione 2007-2008, l’Alessandria Calcio, prima in classifica del girone A della Serie D, ha raggiunto l’obiettivo della promozione in C, vincendo il campionato con 6 giornate di anticipo. Nella stagione 2008-2009, pur non avendo superato i play off, dopo un lungo periodo alla testa della classifica di C2, si è avvantaggiata di un ripescaggio ed ha ottenuto una nuova promozione. Alessandria ha anche una squadra di calcio femminile, che ha militato nel campionato di Serie B, ottenendo matematicamente, con giornate d’anticipo, la promozione in Serie A2.

Ciclismo

La città ha una grande tradizione ciclistica: Il primo velocipede venne portato in Italia proprio ad Alessandria dall’industriale birraio Carlo Michel, proveniente dalla Esposizione internazionale di Parigi del 1867. Nel 1876 il numero degli appassionati al nuovo mezzo di locomozione era così cresciuto da consigliare la costituzione di una Società Velocipedistica poi C.V.A. (Circolo Velocipedisti Alessandrino). Venne organizzato il Gran Premio Città di Alessandria e numerose corse su pista. La nuova pista con curve rialzate fu costruita nel 1890 a Porta Savona. In seguito al piano regolatore dei primi anni del Novecento la pista venne eliminata. Rimase però, all’intero quartiere, il nome “Pista”. Ad Alessandria crebbero grandissimi campioni come Costante Girardengo, Fausto Coppi, Giancarlo Martini e Giorgio Zancanaro. Per 6 volte Alessandria è stata sede di arrivo di tappa del Giro d’Italia: la prima nel 1929, l’ultima nel 1984. Nel 1956 e nel 1967 vi giunse la prima tappa della “corsa rosa”. In altre due edizioni, nel 1979 e nel 2006, Alessandria ha ospitato il Giro come sede di partenza di tappa.

Tappe del Giro d’Italia con arrivo ad Alessandria

1929 13ª tappa Parma-Alessandria, vinta da Mario Bianchi
1956 1ª tappa Milano-Alessandria, vinta da Pierino Baffi
1964 18ª tappa Santa Margherita Ligure-Alessandria, vinta da Bruno Mealli
1967 1ª tappa Treviglio-Alessandria, vinta da Giorgio Zancanaro
1968 6ª tappa Sanremo-Alessandria, vinta da José Antonio Momeñe
1984 14ª tappa Lerici-Alessandria, vinta da Sergio Santimaria.

Football americano

La prima formazione del 1983 è stata quella dei Saint George Knights. In seguito il nome è stato cambiato in Knights; ed infine dal 2001 il nome è quello dei Centurions Alessandria. La squadra ha militato in Serie B e nel campionato CIF9, giungendo ai playoffs nel 2012. Nel 2013, con la cessata attività dei Centurions, il football americano rimane nella città di Alessandria con il nome dei Bears. La compagine si allena nel campo comunale di Castelceriolo.

Pallacanestro

La Delta Basket 92, squadra di pallacanestro femminile, partecipò nel 2002 all’Eurocoppa, diventando così la prima squadra di Alessandria a disputare una competizione europea di alto livello. La storia della società si concluse però nel 2004, con il fallimento. Sul finire degli anni settanta anche il basket maschile aveva vissuto esperienze di qualche rilievo con l’approdo in Serie A2 della Superga Alessandria (1978) allenata da Massimo Mangano. Al tempo mancava ad Alessandria un adeguato palasport, e la squadra avrebbe dovuto “giocare in trasferta” almeno 3 o più stagioni (in attesa dell’approvazione e poi costruzione del palasport). Fu visitato anche il nuovo palasport Taliercio di Mestre appena realizzato, nonché la squadra ed il fortissimo settore giovanile, il numerosissimo pubblico al seguito e gli altri vantaggi di detta formazione mestrina, che invece era appena retrocessa in B dopo uno spareggio, pertanto la società alessandrina optò per la fusione con tale società, trasferendo la squadra ed i diritti alla partecipazione al campionato di serie A2 al Basket Mestre. La maggiore realtà cestistica alessandrina milita nel campionato di DNB, il quarto livello della pallacanestro nazionale.

Pallavolo

Alessandria ha anche un sua tradizione pallavolistica; ospitò la prima gara interna della Nazionale maschile, il 16 luglio 1948 e l’esordio assoluto della Nazionale femminile, il 7 aprile 1951. Per diversi anni la città fu la sede centrale della Lega Nazionale Pallavolo Serie B. Nei primi anni cinquanta la Borsalino Pallavolo sfiorò più volte la conquista del campionato maschile. Anche la squadra femminile, la Saves mancò di poco lo scudetto nei primi anni sessanta. È di Alessandria Matteo Martino, pallavolista della nazionale italiana.

Rugby

Alessandria è sede della APD Rugby Alessandria, club italiano di rugby a 15. Fondato nel 1946 come Audace-Mino e rinominatasi nel 1971 Dopolavoro Ferroviario Rugby Alessandria, ebbe il suo periodo di maggior rilievo negli anni cinquanta quando raggiunse la serie A. Dopo alterne vicende nelle serie inferiori, milita nel girone piemontese della serie C. Disputa i suoi incontri interni al campo del Dopolavoro Ferroviario, e il suo colore sociale è il grigio.

Precedente La S.A .E .A ., « Società Anonima Elettricità Alessandrina Successivo 11/05/2014 - Festa della mamma

2 thoughts on “ALESSANDRIA – La storia, il territorio, i suoi monumenti

  1. Buon giorno, complimenti per la vostra web

    non so se capita soltanto a me: alcune immagini no si caricano bene

    salutacions des de Catalunya

    • alessandrialisondria il said:

      Grazie per i complimenti, non capisco cosa possa essere. A me non succede.

I commenti sono chiusi.