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Rabatòn (Rabatoni)

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http://www.lastampa.it/2014/09/06/edizioni/alessandria/la-tua-citta/litta-la-capitale-degli-autentici-rabatn-fcDxCTJM17X6XoQu4qvZYN/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook                                                                                        Litta è la “capitale” degli autentici rabatòn                                                                                                     La ricetta non è segreta, non c’è nessun ingrediente che non si può svelare e, volendo, si può pure assistere alla preparazione dei rabatòn di Litta Parodi. Ma rimangono inimitabili. «Provano a rifarli per altre sagre – spiegano Piercarlo Bocchio e gli altri soci della Confraternita du Rabatòn, Tino Robutti e Luciano Fenile – ma non saranno mai come i nostri, gli originali». Bisogna mettersi il cuore in pace, quindi, e preparare la pancia per i sette (non uno di più) «gnocchi» che compongono una porzione. È così dal 1981 e non si sgarra. Un piatto semplice, ideato dai contadini in primavera, che riporta a sapori lontani e rappresenta – forse più di tutti – la cucina mandrogna. I rabatòn, per chi non lo sapesse si presentano come dei mezzi sigari e si cucinano come gli gnocchi, facendoli lessare nel brodo bollente. Per la ricetta tradizionale, si sceglie la ricotta migliore, mescolata al formaggio grana, al pane grattugiato, alle bietole e alle uova.

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Rabatòn (Rabatoni)

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Si tratta di una sorta di gnocchi a base formaggio e verdure. Il nome allude al modo in cui

si preparano, ossia rotolandoli nella farina; rabatòn significa infatti ruzzolare. E’ un primo molto semplice, ideale per i vegetariani.
Ingredienti:
ricotta 400g
spinaci 1 kg
prezzemolo
parmigiano
4 uova
burro 20 g
pane grattugiato
farina
noce moscata
sale e pepe

Lavate accuratamente e lessate in acqua salata gli spinaci e conservare l’acqua di cottura (ci servirà successivamente per cuocere i rabatòn). Strizzatele con molta forza fino a sentirle asciutte: questa operazione è fondamentale per la buona riuscita del piatto.
Fate un trito di prezzemolo e aglio a cui aggiungerete il parmigiano grattuggiato, le uova sbattute (3 intere e 1 tuorlo) e la ricotta. Mescolate bene, aggiustate di sale e di pepe e formate un impasto ben amalgamato, che avrà la consistenza del ripieno dei ravioli di magro.
Formate delle polpette strette e lunghe (circa 7 cm di lunghezza e 3 cm di diametro) rabatone rotolatele su una superficie cosparsa di farina. Questa è l’operazione che trasforma le polpette in rabatòn.
Portate ad ebollizione l’acqua di cottura delle verdure salandola leggermente e lessate i rabatòn per qualche minuto prelevandoli con una schiumarola man mano che salgono in superficie. Disponeteli poi ben allineati in una pirofila imburrata. Cospargete con abbondante parmigiano e qualche fiocchetto di burro. Cuocete in forno a 180° per 10 minuti fino a che la superficie non risulti dorata.