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Alessandria

« Alessandria non è stata fondata da un giorno all’altro come vuole la leggenda. È stata una impresa collettiva, lenta, faticosa, risultato di collaborazione da parte di genti diverse. » Umberto Eco da …La cittadella da riciclare, in AA.VV., Alessandria è una comoda poltrona: ti siedi e ti addormenti?!

Alessandria (Lissandria in piemonteseLisòndria in dialetto alessandrino) è un comune italiano di circa 100.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. ⁃ È il terzo comune della regione per popolazione e il primo per superficie. La città è collocata al centro del triangolo TorinoMilanoGenova, costituendo quindi un nodo di interscambio importantissimo per le tre città e per le regioni di cui queste fanno parte.

Territorio

Sorge nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del triangolo TorinoGenovaMilano, la città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario con scalo di smistamento di testa, situato nel sudovest della stazione viaggiatori. È servita dall’autostrada A21 e dall’autostrada A26. È una città caratterizzata da lunghi e ampi viali a più corsie e da grandi ed ariose piazze.

Clima

Alessandria è caratterizzata da un clima tipicamente padano, con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde ed afose. Le piogge non sono molto abbondanti (circa 600 mm), e cadono prevalentemente in autunno ed in primavera. Alessandria ha un clima più continentale rispetto al resto del Piemonte. Gli inverni, a causa del maggior numero di giorni nebbiosi, tendono ed essere più rigidi (media di +0,4 gradi a gennaio), mentre le estati sono afose ma molto più soleggiate e secche: il mese più caldo, luglio, ha una temperatura media di +24 gradi ed è anche il più siccitoso, con 32 mm di pioggia spesso concentrati in uno o due temporali (al culmine dell’estate le perturbazioni atlantiche tendono a scorrere molto più a nord).

Fondazione

La città nacque nella seconda metà del XII secolo con il toponimo di Civitas Nova su un nucleo urbano già esistente costituito dall’antico borgo di Rovereto.

Nata dall’unione dei borghi Rovereto, Borgoglio, Marengo e Gamondio, che si allearono per contrastare l’avanzata del marchese del Monferrato, Guglielmo il Vecchio.

La città fu fondata ufficialmente nel 1168 e in quell’anno assunse il nome attuale in onore di Papa Alessandro III, il papa che si era sempre opposto alle mire egemoniche di Federico Barbarossa, in seguito poi scomunicato, e che promulgò in quel periodo le azioni contro il Sacro Romano Impero. Il 29 ottobre 1174 Alessandria subì un attacco delle forze imperiali che avevano già espugnato nei mesi precedenti Susa ed Asti e che però rimasero bloccate di fronte al fossato che circondava la città: cominciò così un lungo assedio che terminò il 12 aprile 1175Venerdì Santo, con la resa degli uomini del Barbarossa. Nel1183 dopo la Pace di Costanza e su ordine dell’Impero, la città assunse il nome di Cesarea, mantenendolo però per un breve periodo. Nel 1198 divenne Libero comune.

Medioevo

Nel Medioevo Alessandria per oltre due secoli mantenne la condizione di libero comune entrando in conflitto con le vicine Casale, che era ancora parte del Marchesato del Monferrato, con Asti e con Pavia, le quali temevano una sua possibile espansione. La città, conosciuta allora con il nome di Alessandria della palude, passò in seguito sotto la protezione dei Visconti e successivamente sotto il Ducato di Milano. Fu probabilmente sul principio del XIII secolo che si stabilirono nella città i giudei, dove vi fondarono con l’andare del tempo una sinagoga.

XIX secolo

Periodo Napoleonico

Nel 1707 fu conquistata dal Principe Eugenio, finendo così, dopo i trattati di Utrecht del 1713, nelle mani dei Savoia, con il ruolo di fortezza militare e venne dotata nel 1728, di una poderosa Cittadella costruita sull’antico quartiere Bergoglio . Alla fine del ‘700 l’intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte e se già dopo l’armistizio di Cherasco l’influenza dell’imperatore corso era tangibile, nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe napoleoniche), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo.

Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e il 30 maggio di quello stesso anno, dopo i trattati di Parigi, entrò a far parte del Regno di Sardegna. Alla caduta di Napoleone, la città fu restituita ai Savoia, ma sorsero presto molti patriottici guidati da Santorre di Santarosa.

RISORGIMENTO

Il 10 marzo 1821 l’insurrezione partì da Alessandria. La città per la sua importanza strategica, era il perno intorno a cui dovevano ruotare le operazioni della congiura ed è lì che i patrioti iniziarono a convergere da ogni parte. La scintilla partì proprio dai dragoni del re sabaudo. Promotore del moto costituzionale, Giacomo Garelli, un ex ufficiale dell’esercito napoleonico. Il comandante Isidoro Palma comandante della Brigata Genova, occupò la cittadella nella notte tra il 9 e il 10 marzo con Dragoni del Re, insieme alla Brigata Genova e a un gruppo di volontari armati; il capitano delle porte fu costretto a consegnare le chiavi e venne arrestato il comandante. Guglielmo Ansaldi, comandante in seconda della Brigata Genova, proclamava la liberale Costituzione di Spagna, e sul pennone si innalzò la bandiera tricolore. All’alba del giorno seguente le artiglierie annunciarono la vittoria della libertà: la bandiera tricolore sventolava sulle torri del forte e si creò un comitato governativo provvisorio. È l’episodio che Giosuè Carducci descrive nei versi di Piemonte, nelle Odi barbare: «Innanzi a tutti, o nobile Piemonte, quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria diè a l’aure per primo il tricolore, Santorre di Santarosa». Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale. Nell’ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di provincia di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l’astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una Giunta a maggioranza socialista: quel giorno venne infatti eletto sindaco della città l’orologiaio Paolo Sacco.

XX secolo

La città è in forte espansione e l’economia in grande sviluppo; nasce la fabbrica di cappelli Borsalino e l’attività culturale muove i suoi primi passi.

La nascita delle Ferrovie e l’incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell’Ottocento trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, al centro dei collegamenti tra Torino, Milano e Genova, in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico. Sotto il Fascismo Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono eretti importanti edifici pubblici e opere architettoniche, come il Dispensario Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, progettato dall’architetto Franco Petrucci e decorato dai mosaici di Gino Severini. Nel corso della seconda guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti aerei e la sua Sinagoga fu saccheggiata e parzialmente distrutta dai fascisti nel dicembre del 1943.

Le due guerre mondiali portano distruzione e morti, ma il dopoguerra vede un’intensa attività di ricostruzione.

Nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti del Nord-Italia, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse nel Settentrione nel corso degli anni sessanta con il boom economico, conoscendo anche l’immigrazione della gente proveniente dalle regioni del Sud e arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970.

Tra gli anni ’70 ed ’80 si sviluppano interi nuovi quartieri e riprende l’attività economica.

Successivamente, quando gli effetti del boom economico rientrarono, Alessandria conobbe un calo demografico. La città venne anche scossa dai fatti di cronaca a sfondo politico che insanguinarono l’Italia degli anni settanta: il 9 e il 10 maggio 1974, una rivolta interna al carcere si risolse tragicamente, con 7 persone morte e 14 ferite: quest’episodio fu ricordato come la “Strage di Alessandria”. Inoltre, fu in una cascina nei pressi della città piemontese che si tennero le prime riunioni del gruppo delle Brigate Rosse ed ebbe luogo il sequestro Gancia. Il 6 novembre 1994 Alessandria fu pesantemente colpita da una grave alluvione che la investì per buona parte sommergendo ampie zone residenziali (specialmente i quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San Michele) e varie frazioni. L’alluvione, che fu causata dallo straripamento del fiume Tanaro, provocò anche la morte di undici persone oltre a danni ingentissimi sia alle abitazioni private che alla struttura economica cittadina. Nel 1998 diventò sede, assieme a Novara e Vercelli, dell’Università degli studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.

L’attività cittadina ricomincia ben presto, assieme alla ricostruzione degli edifici danneggiati, e culmina nella presentazione di un nuovo ponte progettato dall’architetto americano R. Meyer .

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

In nome del suo antico passato, Alessandria ha molti luoghi di grande interesse artistico e storico da offrire ai propri visitatori.

 Il centro della città è caratterizzato dalla vastità di piazza della Libertà, anticamente Platea Maior. La piazza d’armi voluta da Napoleone fu ottenuta mediante la demolizione, avvenuta nel 1803, dell’antica cattedrale del XIII secolo opera dell’architetto Ruffino Bottino. Agli inizi degli anni 2000 sono stati portati alla luce i resti delle fondamenta per studi di approfondimento e poi ricoperti. Al centro di essa sorge la statua di Urbano Rattazzi, opera di Ferruccio Pozzato, che sostituisce la fusione più antica di Giulio Monteverde, demolita per ricavarne metallo nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.

La visita può iniziare dal cuore della città, Piazza della Libertà, sulla quale si affacciano numerosi edifici di grande pregio, tra i quali bisogna segnalare il Palazzo della Prefettura, costruito nella prima metà del ‘700 su un progetto di Benedetto Alfieri, il Palazzo del Municipio, noto anche come Palazzo Rosso a causa del colore della sua facciata, e il Palazzo delle Poste e del Telegrafo, di epoca più recente, caratterizzato da un enorme mosaico che narra la storia dei servizi postali e telegrafici.
Spostandosi in Piazza Giovanni XXIII è invece possibile ammirare la bella Cattedrale in stile neoclassico, edificata tra il 1810 1 il 1879, grazie soprattutto all’opera dell’architetto Edoardo Mella. All’interno del Duomo è custodita la statua lignea della Madonna della Salve, patrona della città, e un bel gruppo di dipinti di Guglielmo Caccia, noto come Moncalvo, tra i protagonisti della pittura della Controriforma.
La visita ad Alessandria può poi proseguire presso il Museo Civico e la Pinacoteca, dove sono raccolti e custoditi numerosi dipinti risalenti all’800, oltre a cimeli e reperti della storia di questi luoghi. Da vedere anche la bella chiesa gotica di Santa Maria del Carmine, la Chiesa di Santa Maria di Castello, presso la quale è conservato il monumento tombale di Vespasiano Aurelio, parte di una delle due antiche chiese sulle quali successivamente l’edificio è stato eretto.
Da non perdere anche la Cittadella, realizzata per volere di Vittorio Amedeo II, la Chiesa di San Lorenzo, particolarmente interessante per le sue decorazioni in stile roccocò, e la Chiesa di San Giovannino, eretta agli inizi del XVIII secolo.

Imperdibili, poi, i palazzi del centro, attraverso i quali Alessandria rivive la sua antica storia.
Particolarmente interessanti sono Palazzo Ghilini, oggi adibito a Prefettura e ad Uffici dell’Amministrazione Provinciale, Palazzo Cuttica, antica residenza dei generali napoleonici Chasseloup e Despinois e oggi sede del Conservatorio, Palazzo Guasco di Bisio e Palazzo Sambuy.
Infine come dimenticare che Alessandria è la patria del cappello, un titolo conquistato grazie alla presenza dello storico stabilimento di Borsalino, produttori di cappelli dal 1857. E proprio al cappello è stato dedicato un museo, all’interno del quale sono custoditi esempi rari e pregiati copricapi.

Grande importanza riveste la Cittadella settecentesca, raro esempio di architettura militare ancora esistente, progettata da Ignazio Bertola, architetto militare dei  Savoia. Sorge accanto all’argine del fiume Tanaro ed è a pianta stellare, con sei baluardi attorniati da fossati. Era dotata di bastioni difensivi che ora sono identificabili con l’anello stradale che la circonda; all’interno sorge il quartiere militare con i suoi edifici che ospiteranno tra breve tempo attività legate all’ambito cittadino. La cittadella ospitò, tra gli altri, anche Giuseppe Garibaldi prima del suo esilio a Caprera.

Tra i palazzi cittadini ricordiamo quelli siti nella centrale piazza della Libertà: primo fra tutti Palazzo Ghilini, progettato dall’architetto Benedetto Alfieri, importante esempio di architettura barocca piemontese, con i suoi due atrii successivi (ottagonale e rettangolare) che danno sui cortili e lo scalone a tenaglia. Ora è sede della Prefettura e della Provincia. Altro edificio di notevole importanza è palazzo Cuttica di Cassine, in via Parma, del XVII secolo, con ricche decorazioni rococò e neoclassiche all’interno. Era stato destinato a sede del Conservatorio “Antonio Vivaldi”.

Il palazzo del Municipio, conosciuto come palazzo Rosso per il colore della sua facciata, è dotato di portici che si affacciano su piazza della Libertà e da un famoso orologio a tre quadranti, con fondo blu, la volta celeste, le fasi lunari e, sulla sommità, il galletto rubato ai casalesi nel 1215. L’edificio fu progettato da Giuseppe Caselli e costruito a partire dal 1772; vi era annesso anche il teatro municipale, distrutto durante la seconda guerra mondiale. Occorre ricordare anche il palazzo del Presidio militare, ora dismesso, ed il palazzo delle Poste e Telegrafi, in stile razionalista, costruito a partire dal 1939, decorato in facciata da un mosaico di Gino Severini .

Altro importante esempio di architettura è il palazzo dei principi Guasco, settecentesco, che presenta sulla via omonima una facciata con mattoni a vista.

In seguito alla distruzione dell’antico duomo da parte di Napoleone (1803), Edoardo Arborio Mella costruì, tra il 1875 ed il 1879, l’attuale Cattedrale, in via Parma, adiacente a piazza della Libertà, con l’alto campanile (secondo in Italia dopo il “Torrazzo” di Cremona) . Sono conservati nell’edificio numerose opere di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e la statua della Madonna della Salve, patrona della città.

L’arco trionfale eretto nel 1768 a ricordo del passaggio in città di Vittorio Amedeo III e della regina Maria Antonietta Ferdinanda.

La chiesa di Santa Maria del Carmine (via Guasco), in stile gotico, fu eretta dai frati carmelitani attorno al XIV secolo e fu ampliata nel secolo successivo con l’aggiunta di un chiostro con loggiato. All’interno sono conservati dipinti di pregio.

L’antico borgo Rovereto accoglie il più noto e importante edificio ecclesiastico cittadino, la chiesa di Santa Maria di Castello e lo splendido chiostro annesso. All’interno della chiesa sono visibili tracce dell’antica costruzione risalente al VI e al IX-XI secolo.