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La Cararola

CANAROLA O CARAROLA?

Alè l’istёssIngresso della Cararola

Uno dei tanti tormentoni che girano in città è quello relativo all’esatta denominazione di quel cunicolo che collegando cortile a cortile, permetteva il passaggio da Corso 100 Cannoni a via Tripoli. È certo, comunque, che la dizione popolare, fin dagli anni Venti, era “canarola”, metaforicamente associata al significato di “canale di collegamento”. È uno dei tanti “Cantoni” in cui, a voce di popolo, fu nei tempi passati, divisa la nostra Alessandria. Della Canarola, il più piccolo di tutti i Cantoni, si è ormai perduta la memoria; tuttavia se qualche alessandrino si chiedesse dove quel rione si trovava,la risposta sarebbe pronta e sicura: “dalle Orsoline!”. Così si indicava un tempo l’antica chiesa di S. Maria dell’Olmo, detta anche delle Orsoline, da un Ordine di nostre Suore che le stava accanto. Oggi l’Ordine è sparito e di quella Chiesa non rimane che il bellissimo campanile; tutto il resto si è trasformato nell’odierno Istituto Magistrali, compresa la parte verso via Lodi (già strada delle Orsoline) dove stava la facciata della Chiesa e dove un tempo funzionò il Convitto Nazionale, proprio nella sede delle Orsoline. Il Cantone della Cararola, si stendeva sul rovescio della Chiesa, ed era chiuso, grossomodo, dalla via Faà di Bruno (già strada S.Maria dell’Olmo) e dal Corso 100 Cannoni che ancora non esisteva in quanto su quella linea si levavano i vecchi bastioni, linea percorsa dal 1848 al 1888, dal Canale Carlo Alberto, e dalla stessa data chiusa dalla Piazza Valfrè. Sulle origini di quella strana denominazione non si hanno notizie certe; occorre forse richiamarsi ad un “passaggio” di vecchia data, e in proposito sono prospettate due diverse ipotesi. Con la prima, stabilito che nel nostro contado si usava, e si usa ancora, chiamare “Cararola” il pergolato di passaggio e entrata di molte case di campagna, si pensa che in passato dietro la detta Chiesa delle Orsoline, vi fosse una Osteria rustica di periferia con un grande ingresso a pergola o “cararola” dando il nome al ritrovo e al Cantone tutto. La seconda versione si riferisce invece ai vecchi condotti scoperti che scorrevano in mezzo alle nostre strade e ai passaggi, o cararole, gettati a tratti da una parte all’altra. Forse il condotto dietro le Orsoline era già quasi un fossato che, sul margine della città, serviva da raccoglitore delle acque e qui il passaggio era quasi un ponticello. Quali delle due versioni sarà esatta? In verità il Cantone della Cararola era un po’ fuori mano e per un lungo tratto segnato dal muro di cinta di due nostri Conventi notissimi, dei Domenicani e delle Dominicane. Il primo detto di S. Marco (Duomo attuale) dalle vie Parma e Tripoli, si portava sino a fianco della Chiesa delle Orsoline; il secondo detto di S.Margherita da via Pontida (Scuola Migliara) si spingeva oltre l’ex Teatro del Popolo; oggi il giardino della Casa Guerci, sulla via Tripoli, è l’ultimo avanzo di quei Conventi. Sappiamo poi che al termine della stessa via Tripoli, sotto e oltre il citato campanile, si diceva allora “la strada dell’Orto”. Questa denominazione può forse richiamare ad una nostra espressione popolare assai nota: e potrebbe indicare che il Cantone della Cararola era effettivamente lontano dal centro ed in luogo appartato.