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I SALAMINI DI MANDROGNE

I SALAMINI DI MANDROGNE

La pianura della Fraschetta rappresenta una delle “anime” più caratteristiche della nostra cucina; fra i prodotti più tipici ed oggi in progressivo abbandono ci sono i “Salamini di Mandrogne”;
Diversi dai cotechini e dalle salamelle, sono lunghi 8 cm e larghi 4 e vengono preparati macinando manzo adulto.
L’esperto macellaio seleziona i tagli di carne in modo che non siano ne troppo grassi ne troppo magri, ben assortiti e soprattutto “mostosi” cioè morbidi; un sapiente trito di aromi e spezie in grado di rilevare al massimo il gusto della carne senza prevaricarlo, verrà amalgamato all’impasto con eventuali aggiunte di piccolissime dosi di aglio, vino o grappa.
Poichè la carne deve essere freschissima, la maggioranza dei macellai prepara i salamini appena dopo la macellazione della bestia o comunque con una leggera frollatura. V’è chi impiega come grasso aggiunto il lardello del maiale seguendo così le indicazioni che i macellai delle Langhe seguono nella confezione della loro famosa salsiccia di Bra.
I paesi che compongono la piana della Fraschetta e cioè Mandrogne, Cascinagrossa, Litta Parodi, Spinetta M.Go, S. Giuliano e molti altri, si contendono i migliori salamini e le origini di questa specialità.
La ricetta è semplicissima e consiste nel far bollire in abbondante acqua la catena di salamini senza separarli o pungerli, evitando così di far perdere loro morbidezza e sapore; si possono anche servire scottati sulla piastra oppure “ubriachi”, cioè cotti in forno al cartoccio con aromi e vino Barbera.

Da “La cucina alessandrina” di Luigino Bruni – 200410462469_790574277653494_2931043273498653052_n 10513514_790574350986820_8365558790040747020_n