GUIDA AI COGNOMI DI ALESSANDRIA E PROVINCIA

GUIDA AI COGNOMI DI ALESSANDRIA E PROVINCIA

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Figura tra i cognomi della fascia medio-alta come frequenza nella nostra città. ALESSIO continua il tardo latino – Alexius – mutuato dal greco – Alexios, Alexis – dal verbo – Alexein “difensore”. Non si esclude però che si tratti di un nome originario di personali greci del tipo – Alexandros, Alexarchos -. Raro ALESSI, il cognome ALESSIO ha dato vita anche a 16 composizioni sub-cognominali.

AMELOTTI

Ad alta frequenza nella provincia di Alessandria, AMELOTTI ha le sue punte massime nel capoluogo e a Valenza. Viene considerato un continuatore del tardo latino – Amelius – da cui è disceso il personale italiano Amelio (peraltro meno comune di Amelia). Si ha ragione di credere che la diffusione del nome sia stata alimentata nel corso del Medioevo dalla voga per le Chansons de Geste francesi, con le vicende di “Amis et Amile”. Peraltro un Amelot appare anche nelle imprese di Carlo Magno e comunque AMELOTTI ha un perfetto equivalente nel cognome francese AMELOT. A causa dell’alta frequenza di questo cognome nella provincia di Alessandria con AMELOTTI si sono formati anche dei binomi cognominali di ben 23 tipi diversi.

ANGELERI

Si pone fra le alte frequenze cognominali della provincia con punte massime ad Alessandria e a Valenza. Il cognome ha una tradizione scritta piuttosto antica, ritrovandosi un – Anzelerius Cavezana – nell’atto di riappacificazione fra Alessandria e Vercelli nell’anno 1199. Esiste un corrispondente francese di Angeleri nel cognome – Angelier – che viene analizzato come probabile incrocio fra una base latina – angelus – ed il germanico – harja “esercito”. Ma forse è preferibile rifarsi al tipo – Angelher – e individuare nel primo componente il tema – Angil “del popolo degli Angil”. La frequenza di ANGELIERI nella nostra provincia si deduce pure dalla varietà di combinazioni subcognominali in cui figura come primo componente. Più rara la variante ANGELLIERI.

ARMANO

ARMANO si colloca nella fascia medio-alta di cognomi presenti nella nostra provincia, distribuito soprattutto fra Alessandria e Tortona, meno frequenti a Cereseto e Alluvioni Cambiò. Come personale si hanno ricordi di Bencius filius Armanni fin dall’anno 1140. La sua derivazione è germanica e si rifà al lessico giuridico longobardo dove la figura dell’arimanno rappresentava il libero in armi, come dichiara il termine stesso: “harimann”, composto da “harja – esercito e mann-uomo”. Nella configurazione del Regno longobardo, agli arimanni venivano concesse in godimento le terre fiscali in determinati punti strategici al confine con i Bizantini in contropartita del servizio militare direttamente sotto il comando regio, finendo a volte per assumere delle funzioni “dissuasive” nei confronti dei turbolenti duchi longobardi, non di rado riottosi all’obbedienza al Sovrano. Vi sono anche le varianti ARMANA, ARMANI, ARMANETTI, ARMANINO, ARMANIO, ARMANNI, ARMANNO, mentre il tipo base ha dato vita a ben 16 composizioni subcognominali. La nobile famiglia ARMANO viene fatta originaria di Perugia e insediata in Piemonte fin dal secolo XII. Ebbe feudi a Grosso e Villanova di Mathi (TO) e per arma un inquartato d’oro e di rosso, sormontato d’oro alla pianta di canapa di verde sradicata.

BAGLIANI

Il casato dei BAGLIANI di Alessandria e di Casale Monferrato pone alle sue origini la permanenza nella Palestina nell’ambito dello stato crociato, dove il capostipite Bagliano aveva sposato Maria vedova di Almerico, re di Gerusalemme. Da questo lignaggio discenderebbero i Bagliani che edificarono la terra denominata Casalbagliano, popolarmente Baianus (1192). Alla base del loro nome vi sta la formula “Ballianus, probabilmente di origine prediale, tratta dal gentilizio romano Ballius. Il cognome è poco rappresentato e circoscritto ad Alessandria.

BALDUZZI

Rientra nella fascia delle più alte frequenze locali con punte elevate ad Alessandria e Tortona. Per la sua derivazione etimologica BALDI, di cui BALDUZZI rappresenta una variante vezzeggiativa, raramente resa in forma dialettale “BALDUSSI” ma anche “BALDIZZONE-BALDISSONE”. BALDUZZI dà inoltre vita a 19 binomi cognominali.

BARBERIS

Raggiunge il 14° rango per frequenza nell’intera provincia con alti indici ad Alessandria, Acqui e Frascaro. Barberis è la latinizzazione dell’italiano “barbiere”, soprannome di mestiere a tutti noto, che deriva dalla “barba” e rappresentava una delle figure più note nella geografia sociale delle società di un tempo. BARBERIS si ricollega ovviamente alla forma regionale “barbè”, da cui pure dipendono BARBERI, BARBERIO, BARBESINI, BARBESINO. Si è detto come in passato la forte concentrazione di poche varietà cognominali dava luogo a facili omonimie, per ovviare alle quali è istituzionalizzato il doppio cognome, e di come uno dei criteri per giudicare il grado di radicamento in un luogo sia dato dall’osservazione di questi binomi cognominali. Ebbene, nel caso di BARBERIS si contano fino a 48 composizioni sub-cognominali. Del resto, il passaggio dall’antroponimia per il tipo BARBERO data almeno dal 1177 quando viene chiaramente impiegato come secondo nome.

BARBERO

Nella fascia medio-alta delle frequenze provinciali con punte ad Alessandria, Acqui, Denice e Morsasco. BARBERO non raggiunge le vette di BARBERIS ma resta pur sempre rilevante notare i derivati del “barbè” nei ranghi più alti. Per la discussione etimologica si rinvia ovviamente a BARBERIS. BARBERO risulta primo componente in 13 composizioni di cognomi.

BARBIERATO

Derivato di barbiere, non della forma dialettale “barbè”, BARBIERATO richiama piuttosto la forma cognominale veneta. BARBIERATO si distribuisce soprattutto fra Alessandria, Casale e Bassignana. Per la discussione etimologica si rimanda a BARBERIS.

BARBIERI

BARBIERI tocca punte di massima frequenza a Tortona, Alessandria, Franconalto e Castellania e supera la forma singolare BARBIERO come pure l’alterato BARBIERATO. Sono 27 i binomi formati dal cognome BARBIERI a testimonianza della concentrazione locale di questo cognome.

BARISONE

Di ampia diffusione il cognome raggiunge punte di diffusione elevate ad Acqui Terme, Alessandria, Visone e Montechiaro. BARISONE è più frequente nella variante BARISIONE comune soprattutto a Ovada. L’antecedente dell’una e dell’altra è identificabile nel Baresonus di un atto del 1213. Per la derivazione etimologica si fa riferimento al veneto Barison o ad una voce milanese nel senso di “carrettonaio”, optando quindi per la continuità con un soprannome di mestiere. Viceversa le varianti venete di questo cognome paiono indirizzate piuttosto per l’antroponimia germanica. In questo caso verso la base “bera-orso”. Si potrebbe allargare la ricerca anche in direzione del longobardo “barigildus – condottiero” e del suo continuatore piemontese barisel “bargello, il capo de’birri” che nei Comuni rurali del nostro Medioevo identificava il magistrato incaricato del servizio di polizia. Con BARISONE si formano 30 binomi cognominali, si hanno poi le varianti BARISON, BARIZONE, BARIZZONE, BARISIONE, BARISIO, BARIGGIONE e BARIGIONE.

BELLINGERI

Le maggiori presenze di BELLINGERI si distribuiscono fra Alessandria e Novi Ligure. Il cognome continua in un composto germanico “Beringar” da “bera, berin – orso” e “harja – esercito” variamente svolto secondo le tradizioni nazionali. Così accanto al Berengarius longobardo, si sovrappone il Beringerius franco che pare infine prevalente nell’Italia occidentale, in accordo con Francia, Provenza e Catalogna; Berenguer in Catalogna; Berenger, Berengier, Berenguier nell’area francese. Un successivo mutamento si dovrà alla sostituzione paretimologica con – bel – già osservabile nel 1172, allorchè incontriamo menzionato Belenglerius de Turre come teste di un accordo fra Alessandria ed il Marchese di Gavi. Il casato dei BELLINGERI, signori di Rivarone, portava un’arma di rosso, a tre leopardi d’oro. Varianti a questo tipo sono BELINGERI, BELLINGIERI.

BELLINI

Di media frequenza è caratteristico di Valenza, Alessandria, Bassignana. Continua l’aggettivo – bello – di chiaro significato, tratto dal latino – “bellus – carino” – molto spesso apposto a nomi personali, quando non sia esso stesso il nome tout court, come nel caso del notaio Guilielmi de Bellino, attivo nel 1213. La schiera dei derivati da “bello” è notevole: BELLETTI, BELLI, BELLINAZZO, BELLINETTI, BELLINO, BELLITTI, BELLO, BELLOCCHIO, BELLONE, BELLONI, BELLUCCI, BELOTTI.

BENZI

Punte di rilievo di frequenza cognominale le troviamo in Alessandria, Acqui, Ponzone, Quargnento. BENZI è un patrimonio di impronta germanica e di tradizione franca. Benzo, forma ridotta di un tema in “bandwa – vessillo, insegna, bandiera”, quando si esclude la matrice – Benno – pure di origine germanica. Il personale figura documentato nel 1192 nel patto di difesa fra Alessandrini e Genovesi. Con BENZI si sono venute a formare ben 40 composizioni sub-cognominali a testimonianza del radicamento locale. Vi sono inoltre le varianti BENZO, BENSI, BENSO, più rare, sebbene numericamente rispettabili.

BERGOGLIO

Un cognome squisitamente piemontese è BERGOGLIO, quello del nostro caro Papa Francesco. Il fatto che si tratti di un cognome piemontese lo dimostra innanzitutto l’uscita in –oglio, la stessa di Fenoglio, Gianoglio, Comoglio, Bertoglio, Caprioglio, tipiche cognominizzazioni piemontesi. Si rifà a toponimo. Si tratta di un luogo davvero piccolo, uno degli antichi borghi che formarono nel 1168 la città di Alessandria, dedicata al papa Alessandro III alleato dei Comuni contro il Barbarossa. Oggi il borgo non è più riconoscibile, ma la documentazione medievale lo cita spesso come Bergoglio o Bergolium, come dimostra la ricerca di una delle più illustri studiose di onomastica italiana, Alda Rossebastiano dell’Università di Torino. Dunque i primi Bergoglio, molti secoli fa, venivano da Alessandria. Però è probabile che il nome del luogo derivasse a sua volta da chi possedeva le terre, e dunque Bergolium sarebbe un nome di persona. Il suo probabile significato: ‘montanaro’, perché il nome personale proviene da un altro nome di luogo, Bergulus. E questo si trova nel Cuneese, e certamente in altura perché berg- corrisponde a “monte, papa-francesco_h_partbcollina”.
Le carte geografiche segnalano oggi le Case Bergoglio nel comune di Robella (Asti) e una località Bergoglio in quello di Cherasco (Cuneo). Dove risiedono i Bergoglio italiani? In tempi moderni il cognome Bergoglio appartiene a circa 300 persone e si incontra nella provincia di Torino – specie nel capoluogo, a Santena e a None – e in quella di Asti. Ed è originario di quest’ultima, in particolare dei comuni di Robella, di Cortiglione e di Portacomaro. Proprio a Portacomaro, il cui nome significa “porta” o forse “corte” (nel senso di villaggio medievale) di un tale chiamato Acomario, risiede una parte dei famigliari di Jorge Mario Bergoglio che non sono emigrati in Argentina.

BIANCHI

Al 10° rango per frequenza provinciale. BIANCHI è comune ad Alessandria, Novi, San Cristoforo, Rocchetta. Anche la variante al singolare BIANCO è piuttosto comune con punte a Casale, Alessandria, Odalengo. Il tipo cognominale è di chiaro significato e risale al germanico “blank” e in origine denotava una gradazione di luminosità e soppiantò, com’è noto, il latino “albus”. Nell’antroponimia l’aggettivo venne affermandosi fin dal primo Medioevo e la documentazione locale ricorda Blancus come secondo nome personale fin dal 1170. Il casato dei BIANCHI dimorava nel castello di Rovereto, prima dell’edificazione della città e se ne segnala l’appartenenza alla fazione guelfa. I derivati cognominali di Bianco sono BIANCA, BIANCATO, BIANCHETTI, BIANCHIN, BIANCHINI, BIANCON, BIANCONI, BIANCOTTI, BIANCOTTO. BIANCHI ha dato vita a ben 56 binomi cognominali, BIANCO a 16.

CACCIABUE

Curioso antroponimo che sembrerebbe in relazione con certe denominazioni del mondo botanico, con le quali si allude alle proprietà infestanti o tossiche di erbe o arbusti – vedi “scassa l’aso – nome locale dello spinoso Eryngium campestre. Ma è un’ipotesi. CACCIABUEè tipico di Masio, Alessandria, Borgoratto e forma 12 binomi cognominali.

CAIRO

Il riferimento va al toponimo Cairo Montenotte, per la cui origine si pensa al gentilizio latino “Carius”, oppure all’aggettivo “quadrus – quadrato”. Il cognome ha il suo massimo di presenze a Castelnuovo Scrivia, Alessandria, Masio e forma 11 composizioni sub-cognominali diverse. Per varianti ha CAIRATI, CAIRE, CAIRELLO.

CALCAGNO

Raggiunge punte massime di diffusione a Parodi, Alessandria e Malvicino. Come altri cognomi che si riferiscono alle parti del corpo, risulterà da un originale nomignolo, sebbene sia piuttosto problematico riconoscerne le esatte motivazioni. Nel nostro caso si potrebbe intravedere l’affinità con il cognome piemontese GAMBA, TALLONE. Sul versante francese esiste “Talon” che si presterebbe a rientrare in un modello comune, anche se per la verità gli studiosi transalpini preferiscono optare per l’origine germanica. CALCAGNO risale invece al latino “calcaneum – calx”. La sua apparizione nell’onomastica è già sicura nel 1213 con la presenza di un Raynerii Calcanei. Varianti di CALCAGNO sono CALCAGNI e CALCAGNINO.

CAMAGNA

La presenza di Camagna interessa 13 comuni con un totale di 43 presenze, con la più alta frequenza però nel capoluogo di provincia (26). Il nome di casato proviene come in molti casi del genere dall’omonima località della provincia di Alessandria, originaria sede dei CAMAGNA. Il toponimo è l’unione di due termini: Cà+magna “casa grande”. Si noti che – magna – rappresenta un arcaismo linguistico, non essendo più rappresentato tale aggettivo nell’odierno lessico italiano.

CANEPA

Punte elevate ad Ovada (27), Alessandria (23), Franconalto (1) e Cavatore (1). La diffusione di Canepa si spiega con l’importanza assunta in passato dalla coltivazione, lavorazione e commercializzazione della “canapa” prodotta in distese di canavera. La voce, di matrice semidotta, risale al latino “cannabis”, con variante “cannapus, cannapa”. Di conseguenza il cognome alluderà al soprannome insorto nell’ambito del lavoro oppure ad uno dei tanti toponimi allusivi alle coltivazioni.

CANEPARI

Molto frequente ad Alessandria (36), Valenza (23), Castelletto (1), Pecetto di Valenza (1). Canepari ha la stessa matrice etimologica di Canepa, dalla canapa, la – Cannabis sativa – e perciò il cognome rappresenterà un originario soprannome di mestiere, forse documentabile dal 1143. Tuttavia non di rado i continuatori di “cannabis” si possono confondere con quelli di “canaba – cantina”, da cui per esempio il – caniparius – che nel lessico giuridico medioevale svolgeva funzioni di amministratore. Rara la variante Caneparo.

CAVALLERO

Antico soprannome di mestiere del “cavallaro” col tipico suffisso piemontese in -ero, tratto dal latino popolare “caballus”. Un atto di Pavone, datato 1110 fa menzione di certo Petrus caballerius. Cavallero è cognome di alta frequenza, tipico di Valenza (27), Alessandria (24), Malvicino (5), Prasco (1). Altre varianti sono Cavallari, Cavallaro, Cavallera, Cavalleretti, Cavalleretto, Cavalleroni, Cavallone.

CAVANNA

Cavanna ha le sue punte massime ad Alessandria (29), Acqui (28), Cavatore (2), Cassinelle (1). Risale alla voce piemontese – cavan-na, baita – continuatrice del latino “capanna”. Cavanna ha come variante Cavanni. Il casato dei Cavanna, che può dirsi legato alle vicende di Genova fin dal 1397, è ritenuto originario di Novi Ligure.


Dal piemontese “cavija” di vario significato. Una voce mutuata dal provenzale “cavilha”, ereditata dal tardo latino “cavicla”.
I significati sono molto vari e in certi casi di natura gergale. Si va dalla “caviglia”, a “piolo, cavicchio”, “lungo chiodo”, “bischero (termine musicale)”, “lira”, “mille lire”. L’accezione di “lira” risulta propagata dal Piemonte fin dal secolo scorso in tutte le Regioni italiane. Si ritrova la menzione di “Marchisii Cavigie” nella pacificazione di Masio con Alessandria ed Asti del 1190. CAVIGLIA è tipico di Acqui T. e Morbello. Sue varianti sono CAVIGGIA, CAVIGGIOLA, CAVIGLIOLA, CAVIGIOLIO, CAVIGIOLO, CAVIGLIASSO, CAVIGLIO, CAVIGLIONE.

CAZZOLA

Cognomizzazione del piemontese “cassola” in italiano “cazzuola”, arnese del muratore dal medio latino “cattia – tazza”. e quindi probabile riferimento ad un antico soprannome di mestiere. CAZZOLA è più comune ad Acqui T., Alessandria, Montechiaro e Ricaldone.

CELLERINO

Ad alta frequenza e notevole presenza nel capoluogo di provincia. CELLERINO è già nome di famiglia nella lista dei cittadini di Alessandria del 1218. Per l’etimologia si può confrontare con Cellarengo di Asti, che in fonti dei secoli X-XII viene chiamato Celere, dal personale romano “Celer. Celeris”. Un’eventuale alternativa è rappresentata dai toponimi del tipo Celleri, derivazioni di “cella”, in antico il “luogo di raccolta dell’annonaria militare” con sostanziale continuità nel lessico monastico, dove accanto al senso di “grotta” coesiste la nozione della “dispensa”. CELLERINO conta 23 composizioni sub-cognominali diverse.

CERMELLI

Il cognome figura quale secondo componente del toponimo Casalcermelli, chiaramente attribuitovi dalla residenza del casato. La famiglia feudale di tal nome reca per arma una fascia di rombi argentati sormontata da un’aquila coronata. Si riconosce nel cognome un’alterato dell’appellativo “Ciaramelli”, tuttavia non sarebbe da respingere la base botanica “ciarm – carpine”, analoga dal francese “charme” e risalente al latino “carpinus”. CERMELLI si colloca nella fascia delle basse frequenze con particolare intensità nell’antico feudo di Casalcermelli e poi ad Alessandria e Predosa.

CHIAPPINO

Può derivare dalla voce piemontese “ciapin – ferro di cavallo”, diminutivo di “ciap – rottame, coccio, stoviglia”, fissato anche nei toponimi del tipo Chiappi di Castelmagno. CHIAPPINO è tipico di Alessandria, Ovada, Rocca Grimalda, Sezzadio. Le varianti di CHIAPPINO sono CHIAPPIN, CHIAPPONE, CHIAPPONI.
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Stemma araldico dei Marchesi Cavanna
Stemma araldico dei Marchesi Cavanna

GARRONE

Sì, proprio come il personaggio del libro Cuore di Edmondo De Amicis. Un cognome squisitamente piemontese che nella nostra regione è presente in oltre 200 comuni, con una diffusione pertanto medio-alta. Etimologicamente parlando, dovrebbe rappresentare un derivato da soprannome ideologico generato dal termine “guerra”, dal germanico antico werra, ma si può anche pensare ad una derivazione sempre da una base germanica, in questo caso gairu (lancia) che negli ipocoristici ha, sovente, un esito in Garo. Nel XII e XIII secolo, in alcuni documenti di provenienza astigiana, compare il nome Garronus. Sempre a proposito di derivazione, si tenga, infine, conto della voce piemontese garon (garrese, sommità delle spalle del cavallo).
Garrone lo troviamo in quasi tutte le province, in particolare quelle di Torino, Asti ed Alessandria. A Grana (Cn) è secondo per frequenza anagrafica, così come a Maglione (To), mentre è ottavo a Cassinelle (Al). Nel XII e XIII secolo, in alcuni documenti di provenienza astigiana, compare il nome Garronus.

CHIESA

Formato dal toponimo “chiesa”, nome di varie località, e che risale al latino “ecclesia”, mutuato dal greco “ekklesia – assemblea, adunanza, riunione”. CHIESA è un cognome ad alta diffusione con valori massimi a Novi Ligure, Alessandria, Castellar Guidobono e Carrega Ligure. Esprime quindi un’originaria residenza nei pressi di una chiesa e se ne hanno riflessi nell’onomastica di Tortona fin dal 1224, quando figurano fra i Consoli della città anche Ubaldus de Ecclesia, Albertus de Ecclesia, Opizio de Ecclesia.

COLLA

Il curioso cognome è presente soprattutto ad Alessandria, Acqui Terme, Borgo S. Martino, Ponti e farebbe pensare all’italiano “colla – sostanza a forte potere adesivo” dal latino “colla” ripreso dal greco “Kolla”. In realtà l’origine del cognome va messa in relazione con i toponimi Colazza, La Cola, Collalunga dove è evidente la versione femminile dell’italiano “colle”, dal latino “collis”, localmente “giogo del colle”. Risulta problematico determinare fra i vari cognomi composti quali spettino a COLLA invece che a Cola, ad es. Nicola, ad eccezione di COLLE, COLLI, COLLINA.

COLOMBO

Tipico della città di Alessandria, Casale M.to, e poi di Fresonara, Carrega. Il cognome COLOMBO è di larga diffusione nel territorio italiano e di antica tradizione, potendo risalire al personale latino “Columbus” dal noto volatile, in latino appunto “columbus”, un nome che si venne affermando negli ambienti cristiani come simbolo di purezza e mansuetudine. Un notaio Uilielmus de Columba era attivo nel 1150. Il casato piemontese dei COLOMBO nella sua arma d’azzurro, effigiava tre colombi d’argento. Varianti cognominali sono: COLOMBA, COLOMBASSI, COLOMBI, COLOMBINI, COLOMBOTTO.

CONTI

Molto più diffuso della variante al singolare CONTE: il primo con forte concentrazione ad Alessandria, Casale M.to, Masio, Alluvioni Cambiò. CONTE specialmente ad Alessandria, Novi L.re, Montacuto, Francavilla Bisio. Riprende la dignità del conte, dal latino “comes, comitis” in origine “compagno” ma poi rideterminata al tempo dei Franchi (sec. VIII) come titolo nobiliare. In certi limitati casi il cognome ricorda una stirpe della nobiltà, ma in tantissimi altri è avvenuto (così come per i vari DUCA, MARCHESE, BARONE) un processo di estensione della denominazione al personale che operava nella sfera del dominio comitale. Il ricordo onomastico più antico pare essere del 1192 quando viene elencato fra i Consoli alessandrini anche Otto de Committibus. CONTI si compone in 21 binomi, CONTE in 8. Altre varianti sono CONTICELLI, CONTIN, CONTINI, CONTINO.

GASTALDI

Un cognome squisitamente piemontese è GASTALDI che si rifà al tardo latino gastaldus, che a sua volta riprende il gotico-germanico gastald (dignitario longobardo dagli ampi poteri civili e militari, poi diventato sinonimo di amministratore di città o di proprietà terriere). Gastaldo divenne un personale in epoca medievale.
A media diffusione, lo ritroviamo in circa 170 comuni, in particolare del Cuneese e dell’Alessandrino. La più alta concentrazione si registra nel capoluogo. A seguire: Alessandria, Cuneo e Chiusa Pesio (Cn) dov’è terzo per frequenza anagrafica. Ottime frequenze anche a Lagnasco (Cn, secondo) e Sommariva del Bosco (Cn, decimo). Una delle frazioni di Cavallermaggiore (Cn) è Motta Gastaldi. Il cognome è presente anche Oltralpe. Emigranti si registrano in Argentina sin dall’Ottocento.
I Gastaldi vantano trascorsi nobiliari: furono conti di Trana (To) e anche consignori di Cocconato (At). L’avvocato Giacomo Giuseppe Antonio acquistò parte di Asseglio nel 1724, ma la famiglia si estinse con il figlio nel 1740. Il motto: Qui en dure.
Tra i personaggi ricordiamo Andrea Gastaldi (1826-1889), pittore torinese, fu uno tra i massimi esponenti della pittura ad encausto, un’antica tecnica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio. Lorenzo Gastaldi (1815-1883), religioso torinese, fu il primo arcivescovo di Torino ad appartenere ad una famiglia borghese e non aristocratica. Ernesto Gastaldi (1934), sceneggiatore e regista biellese, impegnato nei generi noir, giallo, poliziesco e spaghetti western.

DEBERNARDI

Patrominico del personale composto Bernardo, di matrice germanica, formato dai temi “beran – orso” e “hardhu – forte, valoroso” ridiffuso come agionismo, soprattutto per devozione a San Bernardo di Chiaravalle (secolo XII). DEBERNARDI è caratteristico del Monferrato con punte a Casale, Alessandria e Camagna. Varianti: DE BERNARDI, BERNARD, BERNARDELLI, BERNARDI, BERNARDIN, BERNARDINELLO, BERNARDINI, BERNARDIS, BERNARDO, BERNARDONE, BERNARDOTTI.

DELFINO

Cognome tipico di Sezzadio, Alessandria, Castelspina che può continuare il latino “delphinus” adattamento del greco “delphis, delphinos, da delphis – utero”, probabilmente da una notazione naturalistica dei cetacei. Il tema può essere entrato nell’onomastica anche per motivazioni diverse, riconducibili alla simbologia animale (il delfino è considerato amico dell’uomo). Come pure potrà essere un riflesso della denominazione francese del Dauphin, attribuita al primogenito figlio del Re di Francia. In origine Dauphin era stato un nome tradizionale in seno al casato d’Albon, e poi trasmesso come Dauphinè (Delfinato) alla contea di Vienna, e infine appannaggio del trono di Francia insieme al titolo stesso. Dai territori transalpini, dove sono comuni i cognomi Dauphin, Delphin, Dalphin, Darphin, Dauffard, il tipo può aver raggiunto il Piemonte attraverso la Savoia. DELFINO si combina in 20 diversi binomi.

DEMARTINI

Patronimico di un notissimo agionismo, quello di S. Martino, il generoso cavaliere che offre il suo mantello al Poverello Divino della leggenda popolare. Martino risale al gentilizio latino “Martinus, tratto da Mars, il Dio Marte” Il cognome DEMARTINI è più frequente a Lu, Valenza, Conzano. Sue varianti sono DE MARTINI, DE MARTINO, DI MARTINA, DI MARTINO, MARTIN, MARTINA, MARTINASSO, MARTINATI, MARTINELLI, MARTINELLO, MARTINES, MARTINETTI, MARTINETTO, MARTINEZ, MARTINI, MARTINIELLO, MARTINIS, MARTINO, MARTINOLI, MARTINOLLI, MARTINOTTI. DeMartini si combina con 18 diversi sub-cognomi.

FAA’ DI BRUNO

Cognome più predicato formano questo illustre nome di famiglia, dall’insolita arma gentilizia: un drago dalle fattezze in parte umane. La derivazione di Faà andrà ricercata nella base botanica “fagus = faggio”. Di Bruno esprime invece la derivazione dal nome e cognome Bruno, di lontana origine germanica, dal tema “brun – bruno, di colore lucente”. Il cognome è molto raro e disperso fra quattro centri.

FASCIOLO

Tocca il settore delle alte occorrenze (132) nella speciale classifica dei cognomi locali. I suoi epicentri sono a Novi, Arquata, Francavilla, Capriata d’Orba. Si tratterebbe della derivazione dal latino “fascia, striscia”, nel piemontese la “fassa” intesa per metafora come “striscia di terreno coltivato”. Fasciolo è il primo componente di 20 binomi cognominali. Sue varianti possono essere Fasce, Fascetto, Fascia, Fascio, Fascioli, Fassa, Fassino.

FAVA

La fava è il frutto della Vicia faba, un legume notissimo fin dall’antichità e frequente come tema proverbiale. Il suo uso onomastico data in Alessandria almeno dal 1199, con un Faba Sicus. Fava è comune a Novi, Tassarolo, Ozzano Monferrato ed entra in 17 composizioni subcognominali.

FERRANDO

Pare un calco dal francese Ferrand, Ferrant “grigio come il ferro”, che nei romanzi epici di erà medioevale connota molto frequentemente dei cavalli e per tale caratteristica andrà avvicinato a Baiart.
Peraltro il tipo onomastico è ampiamente diffuso in Italia, sopratuttto nella variante Ferrante. Ferrando risulta al 20° rango assoluto nella Provincia e i suoi punti di forza sono costituiti da Ovada, Alessandria, Cremolino, Mirabello. Per la frequente omonimia nel passato, Ferrando ha dato vita a 28 tipi di binomi cognominali diversi. Varianti: Ferrandes, Ferrandino, Ferrante, Ferrantelli, Ferranti, Ferando.

FERRARI

Il più noto e più diffuso dei cognomi alessandrini (1° rango), si distribuisce con maggiore incidenza fra il Capoluogo di Provincia, Tortona, Roccaforte Ligure, Montegioco. Connota il “fabbro ferraio”, colui che lavora il ferro, molto presto passata al ruolo di nome di famiglia, come nel caso di Anselmus Ferrarius dell’anno 1137. Ferrari ha dato vita ad una straordinaria fioritura di doppi cognomi (ben 86 tipi diversi).

FERRARIS

Per l’origine etimologica comune, si rinvia a Ferrari. Anche Ferraris è cognome di altissima frequenza (5° rango provinciale) e i suoi epicentri sono Alessandria, Casale, Fubne, Oviglio. A motivo della concentrazione, Ferraris si combina in 26 tipi diversi. Altri derivati ad alta frequenza sono FERRARO, comune a Montaldo, Alessandria, Castelnuovo; FERRERO con punte a Casale, Alessandria, Lu, Treville. Allo stesso tipo appartengono Ferrarasso, Ferrarazzo, Ferraroni, Ferrarotti, Ferreri.

FERRO
Appartiene alla fascia medio-alta dei cognomi locali edè più frequente a Valenza, Alessandria, Borgoratto, Morano. Alla base ha un soprannome di mestiere, in relazione con la lavorazione del ferro, dal latino “ferrum”. Petrus de Ferro faceva parte del Consiglio di Alessandria nell’anno 1199. Ferro ha per varianti i cognomi Ferretti, Ferrettini, Ferrettino, Ferrin, Ferrini, Ferrino, Ferrofino, Ferron, Ferroni, Ferrotto, Ferrufino, Ferrulli, Ferruti.

FIGINI
Può capitare che l’emigrazione compatta di un gruppo di famiglie da un certo villaggio dia vitalità ad un appellativo etnico ed assicuri in seguito la fortuna di un cognome. Questa è forse la storia di Figini, cognome che deve la propria origine a Figino, frazione di Monterosso nel Cuneese. Oggi Figini è diffuso principalmente a Vignole Borbera, Tortona, Casasco. Il toponimo viene analizzato come derivazione aggettivale dal fageus, attraverso la forma “fagineus” e richiamerà l’ambiente boscoso del passato, con i suoi faggeti.

FONTANA
I centri di maggiore diffusione di questo cognome tanto comune nel panorama italiano, sono Alessandria, Albera, S. Sebastiano Curone. Fontana risale ad uno dei tanti nomi locali che si riferiscono alla presenza di fontane come nel caso di Fontanachiusa, Fontanasse e altri luoghi e si rifà al latinismo “fontana – acqua di fonte”. Nei documenti locali si fa riferimento a Demelde de la Fontana già nell’anno 1143. Fontana si presenta in 13 combinazioni di binomi diversi e per varianti ha Fontanini.

FOSSATI
Fra i principali cognomi locali con punte a Novi, dove la presenza raggiunge il 32% dell’intera provincia, Gavi, Berzano di Tortona. Fossati richiama l’appellativo geografico “fossato” da “fossa”, deverbale di “fodere – scavare”. Fossati forma 51 tipi diversi di binomi cognominali.

FRACCHIA
Nel settore alto delle presenze locali, Fracchia tocca i suoi massimi ad Alessandria, Altavilla, Rivarone. Si spiega col piemontese “fraccia – luogo con boscaglie, pruneti”, variante locale del tipo fratta, diffuso in varie regioni italiane e che pare risalire al latino “fracta – rami rotti”, mentre altri propendono per il greco “phrakte – siepe”

GIORDANO e GIORDANA

Sono due cognomi squisitamente piemontesi. In quanto all’etimologia si rifanno al personale Giordano, che a sua volta si rifà al nome del fiume “che scorre presso Dan”, in ebraico Yarden, in greco Iordanes, utilizzato nella forma latina Iordanus con il riferimento cristiano al luogo in cui venne battezzato Gesù. Le prime attestazioni si hanno a partire dal XII secolo.
Giordano è il cognome più diffuso in provincia di Asti, il quarto in assoluto nel Cuneese, uno dei più presenti su tutto il territorio regionale. Ad alta diffusione, lo ritroviamo in 385 comuni: è concentrato soprattutto fra Torinese, Cuneese, Astigiano ed Alessandrino. Le località dov’è maggiormente presente sono nell’ordine: Torino, Cuneo, Boves (terzo per frequenza anagrafica), Robilante (primo), Collegno (decimo), Alessandria, Borgo San Dalmazzo (secondo), Alba, Fossano e Vernante.
A medio-bassa diffusione, Giordana è presente in una novantina di comuni, in particolare del Cuneese. La più alta concentrazione si registra a Cuneo, Roccavione (quinto per frequenza anagrafica), Savigliano e Busca. Rare eccezioni fuori regione.
IN quanto ai personaggi illustri ricordiamo Mario Giordano (1966), giornalista e scrittore alessandrino, ha diretto anche il quotidiano milanese “Il Giornale” e Rossella Giordano [Asti 1972], atleta astigiana, per anni tra le migliori specialiste della marcia.

MARCHISIO

Etimologicamente parlando, dovrebbe derivare da una variante arcaica o dialettale del nome medievale Marchese, nato in segno d’onore e di prestigio sulla base dell’omonima carica politica (così come i nomi medievali Principe, Imperatore, Senatore ed altri ancora), con l’aggiunta del suffisso -isio. 
A medio-alta diffusione, registrato in circa 220 comuni, è fra i cognomi più caratteristici del Cuneese dove fa registrare, peraltro, le maggiori presenze. Ceppi meno consistenti si trovano nell’Astigiano, nell’Alessandrino e, a seguito dei flussi migratori, a Torino e nel suo hinterland. La più alta concentrazione si registra a Torino, Cuneo, Asti, Boves (Cn), Peveragno (Cn), Montà (Cn) ed Alba (Cn); le maggiori frequenze, invece, a Castellinaldo (Cn, quarto). Castelnuovo Don Bosco (At, quinto), Coggiola (Bi, sesto), Beinette (Cn, nono). Ceppi secondari sono presenti in Liguria e Lombardia. 
Il cognome ha precedenti nobiliari con le famiglie Marchisio di Fossano, Marchisio di Saluzzo e Marchisio di Dronero. 
Tra i personaggi, Barbara Marchisio (1833-1919), cantante lirica torinese, ottenne successo sin da giovanissima, assieme alla sorella Carlotta (1835-1872): Rossini le volle come interpreti della sua “Petite Messe Solenuelle”. Rita Marchisio (1950), maratoneta cuneese, vinse le competizioni di Osaka, Carpi e Venezia. Claudio Marchisio (1986), calciatore torinese,centrocampista della Juventus e della Nazionale. 

PRATO

Si tratta di un cognome panitaliano con il ceppo più importante in Piemonte. Deriva da nomi di località e da toponimi composti con il termine Prato, estremamente diffusi anche a livello piemontese, come Prato Sesia (No), ad esempio.
A media diffusione, in Piemonte lo ritroviamo in circa 180 comuni, soprattutto di Alessandrino, Cuneese e Torinese: la più elevata concentrazione si registra a Torino, Novi Ligure (Al), Mondovì (Cn), Alessandria e Cuneo. Le frequenze migliori si registrano nel Cuneese: primo a Montezemolo e secondo a Pamparato. Un ceppo secondario si trova in Liguria.
Storicamente parlando, intorno alla metà del XII secolo si ha documentazione di un Obertus de Prato fra i testimoni di una donazione a Gamondio (Al). Sul fronte nobiliare, i Prato furono conti di Montelupo, Perno e signori di Castelletto Molina.

ROLANDO

Etimologicamente si rifanno al nome medievale Rolandus a sua volta derivato dal personale franco Roland: dalla radice germanica hrod (glorioso) e land (paese). Tracce di Rolando si trovano nel “Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale” del XII secolo. 
A medio-alta diffusione Rolando e presente in oltre 200 comuni, Rolando fa registrare ceppi nel Cuneese (è primo per frequenza a Caprauna), nell’Alessandrino (secondo a Frugarolo), nell’Astigiano (quarto a Vesime), nel Torinese (quinto a Giaveno). Nuclei alquanto consistenti si trovano anche in Liguria. Ceppi indipendenti in Campania e a Roma.
In quanto a Roland, è tipico valligiano: a bassissima diffusione, ha il suo ceppo originario a Torre Pellice (To) dove se ne trovano tracce già nel XV secolo.
Storia. I Rolando furono signori di Campo e Romano, nonché consignori di Castellamonte e Villarbasse.
Tra i personaggi, ricordiamo il torinese Luigi Rolando (1773-1831), docente universitario e medico di casa Savoia.

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