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Corso Roma – Farmacia Molinari e Bar Florè

Siamo negli anni compresi tra il 1920 ed il 1930 e le abitudini del vestire non sono certamente simili a quelle odierne. Per la precisione la cartolina che analizziamo oggi è stata spedita il 17 gennaio 1930. Stampata per conto delle Edizioni P.V.A. (Piazza Vincenzo – Alessandria). L’Italia è già lontana dalla Prima Guerra Mondiale e di certo ancora nessuno può presagire che da lì a dieci anni sarebbe entrata in un altro terribile conflitto. Mettiamo a parte queste considerazioni e ritorniamo all’osservazione del gradevole quadretto cittadino che la cartolina ci offre. Le rotaie ricordano all’osservatore che il trasporto pubblico era affidato al servizio tramviario, seppure nel momento nessuna carrozza sia visibile. Tale servizio porterà i viaggiatori a spasso per la città ancora per una ventina di anni. Altro argomento particolare molto importante – su cui il nostro vecchio Pontefice della Goliardia alessandrina Hildebrandus Aracnicus[1] avrà certamente qualcosa di interessante e di divertente da aggiungere – è il Bar Florè, di cui si osserva l’insegna di lamiera all’angolo dell’edificio che lo ospita. In primo piano fa bella mostra una grande insegna pubblicitaria che ci indica la presenza della Farmacia Chimica Molinari. Poco oltre si nota la sequenza delle vetrine ottocentesche di cui ancora la strada di quegli era ricca. Infine ancora due particolari significativi: è interessante osservare la lampada dell’illuminazione pubblica ed il cartello che indica una delle fermate del servizio tramviario. Superfluo è soffermarsi a disquisire sulla grande qualità della pavimentazione del bel tempo antico in confronto a quella terribile e pericolosa per il passeggio che il presente (purtroppo) ci ha donato.
Siamo negli anni compresi tra il 1920 ed il 1930 e le abitudini del vestire non sono certamente simili a quelle odierne. Per la precisione la cartolina che analizziamo oggi è stata spedita il 17 gennaio 1930. Stampata per conto delle Edizioni P.V.A. (Piazza Vincenzo – Alessandria).
L’Italia è già lontana dalla Prima Guerra Mondiale e di certo ancora nessuno può presagire che da lì a dieci anni sarebbe entrata in un altro terribile conflitto.
Mettiamo a parte queste considerazioni e ritorniamo all’osservazione del gradevole quadretto cittadino che la cartolina ci offre.
Le rotaie ricordano all’osservatore che il trasporto pubblico era affidato al servizio tramviario, seppure nel momento nessuna carrozza sia visibile. Tale servizio porterà i viaggiatori a spasso per la città ancora per una ventina di anni.
Altro argomento particolare molto importante – su cui il nostro vecchio Pontefice della Goliardia alessandrina Hildebrandus Aracnicus avrà certamente qualcosa di interessante e di divertente da aggiungere – è il Bar Florè, di cui si osserva l’insegna di lamiera all’angolo dell’edificio che lo ospita.
In primo piano fa bella mostra una grande insegna pubblicitaria che ci indica la presenza della Farmacia Chimica Molinari. Poco oltre si nota la sequenza delle vetrine ottocentesche di cui ancora la strada di quegli era ricca.
Infine ancora due particolari significativi: è interessante osservare la lampada dell’illuminazione pubblica ed il cartello che indica una delle fermate del servizio tramviario. Superfluo è soffermarsi a disquisire sulla grande qualità della pavimentazione del bel tempo antico in confronto a quella terribile e pericolosa per il passeggio che il presente (purtroppo) ci ha donato.
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