BAGNACAUDA

LA BAGNA CAUDA (breve storia ed istruzioni)

Incerta è l’origine del nome: BAGNA, che in Piemonte sta per salsa o sugo… ; CAUDA, che sta per calda, ma che potrebbe derivare da Monsù Coda, il biellese che l’avrebbe inventata.
Dopo le fatiche della vendemmia e della vinificazione, vignaioli, contadini, famigliari e amici sedevano attorno al desco con al centro la “scionfetta” (stufetta alla brace) e sopra il “dianet” (recipiente di terracotta) entro il quale stava al caldo – senza mai bollire!- la “bagna”, ed in cui ogni commensale intingeva (“as poncia”) ogni tipo di ortaggio, soprattutto cardi di Nizza e i peperoni, poi pane o crostini.

Istruzioni: Tritare finemente l’aglio e immergerlo per 1 ora nel latte (ne facilita la digestione). Metterlo in un tegame di cotto (mai d’alluminio) insieme alle acciughe dissalate e diliscate a pezzetti, coprendo il tutto con olio e facendo cuocere a fuoco lento, senza che l’aglio prenda colore né l’olio prenda il bollore. Mescolare piano e in continuazione con un cucchiaio di legno per ridurre tutto in poltiglia e lasciar cuocere, sempre lentamente, per 10 minuti circa; poi unire il burro, mescolare sempre e, dopo altri 10 minuti di lenta cottura, portare in tavola il tegame. Nel mezzo del tavolo piazzare un fornello a spirito (fojòt – vedi foto sotto), mettervi sopra il tegame con la bagna cauda (deve essere mantenuta ben calda durante tutto il pasto). Sistemare al centro del tavolo anche la terrina con le verdure (cardi, peperoni, cipollotti freschi, carote tagliate orizzontalmente, indivia, cavolo tagliato fine, vanno bene tutte).

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