Alessandria – Quartiere Pista – 50 anni fa e oltre…

Alessandria, la Pista: cinquanta anni fa… no, più di cinquanta

Anche allora esistevano i centri commerciali, solo che erano.. in fila indiana sulla strada. In corso IV Novembre davanti la fermata del “filobus n.4” ve ne era uno: la merceria di Lombardi, la latteria di Raiteri, il bar di Zaccone, il ciabattino Pierino e la panetteria di De Petris. Tutti esercizi rigorosamente definiti dal nome del proprietario, non da sigle immaginifiche.

Come il bar Nizza, anche se definirlo “bar” è riduttivo. Era più un “luogo del borgo”, del borgo virtuale chiamato Pista. Salivi i tre gradini di marmo consunto e venivi accolto dal suono dalla campanella attaccata alla porta e da una scritta sul davanti del bancone, arricchita dal disegno di un grappolo d’uva: “Vino, il più bel bere che dà vita”. Eri avvisato riguardo dove eri.

E l’avviso era confermato dalle voci provenienti dai tavoli di legno occupati da giocatori di carte, tutti rigorosamente maschi, che gridavano il loro disappunto verso il compare che aveva sbagliato la giocata. Il gioco era la Scopa, le carte piemontesi e le sigarette Nazionali. Il vino rosso, quello bianco era roba da donne o da prima mattina, aiutava l’agone e per lui non si usavano bicchieri ballon e caraffe decanter, ma bicchieri infrangibili e misure bollate da un litro o da mezzo.

Ci andavo a comprare il vino sfuso portandomi da casa il “bottiglione” da due litri e il Signor Paolo, un ometto basso con baffetti bianchi, me lo riempiva all’erogatore che spuntava dal bancone. Lui, o la moglie o una delle tre figlie di cui la più giovane, Piera, ha tenuto aperto questo luogo del cuore fino a che ha potuto.

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