3 Maggio 2015 – 847° ANNUALE DI FONDAZIONE DELLA CITTA’ DI ALESSANDRIA

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Il ritrovarsi per festeggiare un compleanno è esperienza comunemente “piacevole” per le singole persone. Con lo stesso spirito, la comunità alessandrina è invitata a considerare le celebrazioni che anche quest’anno vengono promosse dall’Amministrazione Comunale (con lo speciale coordinamento organizzativo del Consiglio Comunale) per vivere solennemente l’847° compleanno della Città. L’appuntamento è per domenica 3 maggio, dalle ore 15.00 alle ore 18.30, per partecipare ad una serie di eventi significativi e intrinsecamente correlati. L’obiettivo è infatti quello, per un verso, di offrire un’occasione di festa e di “spiensieratezza” per l’intera cittadinanza e, per altro verso, di sottolineare ancora una volta, di anno in anno, come solo attraverso la consapevolezza e la valorizzazione della memoria delle proprie radici storiche una comunità (sia essa locale o nazionale) può essere protagonista del proprio futuro e concorrere responsabilmente allo sviluppo delle proprie potenzialità culturali, sociali, economiche e perfino di partecipazione democratica. L’847° annuale di fondazione della Città sarà articolato nei seguenti momenti: ore 15.00 – Cattedrale di Alessandria: Celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Guido Gallese, Vescovo di Alessandria ore 15.15-15.45 – ritrovo delle Bande musicali invitate per l’occasione e “percorso musicale” verso piazza della Libertà: Fanfara della Sezione Fanti A.N.F. di Torino (da piazza Garibaldi), Banda Musicale “La Filarmonica” di Occimiano–AL (da via Guasco, ang. via S. Ubaldo), Corpo Musicale Pompieri di Magenta–MI (da piazza Matteotti/via Dante), Banda Civica Orchestra di Fiati “G. Cantone” di Alessandria (da piazza Giovanni XXIII) ore 16.00 – piazza della Libertà, nell’area antistante Palazzo Comunale: “Saluto musicale alla Città”, a cura della quattro Bande musicali coinvolte ore 16.15 – Momento istituzionale della celebrazione dell’847° Annuale di Fondazione con il saluto del Presidente del Consiglio Comunale Enrico Mazzoni, il saluto del Sindaco della Città Maria Rita Rossa e, a seguire, la “Lettura celebrativa sulla Fondazione della Città” tratta dalle cronache dell’epoca, a cura di Ugo Boccassi ore 17.00 – da piazza della Libertà verso corso Crimea (Monumento ai Caduti): formazione del corteo delle quattro Bande Musicali coinvolte e dei Gruppi Majorettes: “Punto e Virgola” di Druento (TO), “Le Mascottes” di Giaveno (TO), “Club Majorettes Torino Centro”, “Le Fenici” di Chieri (TO) ore 17.45 – corso Crimea, nell’area antistante il Monumento ai Caduti: alla presenza delle Insegne e delle Rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche, d’Arma e di Categoria, deposizione di una Corona d’Alloro alla memoria dei Figli di Alessandria caduti nelle guerre ore 18.00 – Carosello con le Bande Musicali e i Gruppi Majorettes ore 18.10 – Grande concerto finale di tutte le Bande Musicali intervenute La manifestazione è promossa dall’Amministrazione Comunale insieme all’Associazione Culturale “L. Bevilacqua” di Alessandria, alla stessa Banda Civica Orchestra di Fiati “G. Cantone” e all’A.R.B.A.G.A. (Associazione Regionale Piemontese Bande Musicali), con il prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Alegas e C.S.V.A.A. (Centro Servizi Volontariato Asti e Alessandria). «Mentre invitiamo tutti gli alessandrini a condividere la festa della “nostra” Città — sottolineano il Sindaco, Maria Rita Rossa, e il Presidente del Consiglio Comunale, Enrico Mazzoni — desideriamo ringraziare in modo speciale tutte le Bande Musicali e i Gruppi Majorettes per la disponibilità nonché l’infaticabile Angelo Borgia della Banda Civica Orchestra di Fiati “G. Cantone” per la grande passione con cui da anni aiuta il nostro Comune ad organizzare al meglio il Compleanno della Città attraverso l’apporto della Banda cittadina e delle altre formazioni musicali ospiti».
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Ugo Boccassi (nella foto) Per gli amici e le amiche che non hanno sentito il mio intervento per l’847° anniversario della Fondazione di Alessandria, propongo il mio testo. Non certo per vanità, anche se sono stato orgoglioso del compito affidatomi, ma perchè l’argomento è veramente una curiosità inedita.. SE ALESSANDRIA FOSSE NATA PRIMA? Se Alessandria fosse nata prima, saremmo qui a celebrarne il genetliaco in un altro giorno. Semplice no? Niente affatto ci sarebbe un bel po’ di Storia da riscrivere… Noi siamo qui a ricordare la fondazione di Alessandria, ben sapendo che questo 3 maggio 1168 è una data convenzionale che fa riferimento al primo atto pubblico in cui apparve il nome della nostra città. In realtà nulla ci dice che già prima non ci fosse tra il Tanaro e la Bormida, un nucleo consolidato e organico, formato almeno da Borgoglio e Rovereto. Ormai i ricercatori accreditati sanno benissimo che la nostra storia, come tutte le altre storie, è un work in progress. Finora niente prove, ma non ci stupiremmo più di tanto. E poi sul nome: Alessandria della Paglia quante interpretazioni…Paglia perché spregiativamente per l’imperatore Enobarbo, cioè Barbarossa, e i suoi scherani, i tetti erano di paglia e fango: Oppure Palea con il significato di Palude, perché essendo tra due fiumi il terreno acquisito doveva essere paludoso. Ma anche qui nessuna certezza. Questo preambolo è per farvi capire meglio ciò che andrò dicendo. Girulando per mercatini, un giorno mi capitò tra le mani un raro libro diel prof. Fritz Graf germanico che scrisse una delle storie più obiettive e documentate di Alessandria. Io ne avevo un esemplare in fotocopia, quindi mi è parso d’obbligo l’acquisto. Ma la vera sorpresa mi accadde quando giunsi a casa. Sfogliando il libro mi sono accorto, che alla fine, rilegato insieme c’era un fascicoletto, intitolato Alexandria della paglia, olim dicta Cesaréa, di uno storico modenese, autore di numerose pubblicazioni. Il prof Fregni, così si chiamava l’autore, sosteneva che il nostro abitato sorgeva già in tempi precedenti ed era chiamata Cesaréa e, udite, udite il motivo. Essa oltre che il nome imperatoriale portava, diciamo come sottotitolo, Oppidum Canusii (da canne, quelle stesse che ancor oggi si vedono in campagna) Facciamo un passo indietro. Tutti gli storici ci parlano di Matilde di Canossa nel cui castello si trovarono il pentito Enrico IV e Papa Gregorio VII (1077) e la rupe di Canossa, magione di Matilde, fu individuata presso Reggio Emilia. Nossignore, ci dice il professore, gli storici errarono confondendo Canossa con Oppidum Canusii, cioè Alessandria della Paglia, castellum quoddamm munitissimum quod Canusium dicitur. e la nostra città da quel momento fu – cvosì afferma il dotto – una nuova Roma e per l’umiliazione di quel re (Enrico IV) si chiamò Cesaréa. Noi abbiamo imparato che si chiamò Alessandria da Papa Alessandro III, ma questo è il nome dato ad una città che esisteva molto prima e che fu rafforzata e consolidata per fronteggiare il Barbarossa. Digressione Alessandria tenne il nome Cesaréa dopo la pace di Costanza, in risarcimento morale dell’imperatore, ma per poco tempo. La voce Canusium prende origine dalle numerose canne dal “color rutilo o giallo splendente tendente al marrone e paglia perché il territorio era ricco di messi dorate, cioè Oppidum Canusii tradotto in città della Paglia. Ecco anche perché, secondo la sua interpretazione, il motto nostro deprimit elatos e levat stratos ha senso non verso il Barbarossa ma per Enrico IV che si umiliò. Certo tutto intrigante ma ahimè priva di riscontri documentali. Eppure sognamolo per un momento di essere stati una novella Roma. Se il nostro Umberto Eco scrisse, che Alessandria è una città senza miti, e che non ha mai imposto il suo verbo sulla punta delle spade ma sulla punta della lingua del furbastro Gagliaudo vien da presuntuosamente pensare perché essa stessa fu un mito. E allora cosa potremmo dire oggi? Un augurio e una speranza per tutti a cominciare dal nostro Sindaco. Coniughiamo la nuova leggenda con la vecchia e cerchiamo di riscoprire il Gaglaudo, magari un po’ in letargo, che è in noi, perché Alessandria ridiventi, forse non una Nuova Roma, ma Cittadella di lavoro e benessere, cioè Oppidum vitae.

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